Il crocchè napoletano, chiamato anche “panzarotto” nel dialetto locale, è uno dei simboli indiscussi dello street food di Napoli. Dorato fuori, morbido dentro e con un cuore filante di mozzarella, è una presenza immancabile nelle friggitorie storiche e nelle pizzerie della città. Semplice negli ingredienti, ma ricco di sapore, racconta la tradizione popolare e l’arte della frittura partenopea.
Ingredienti (per circa 8–10 crocchè)
1 kg di patate farinose
2 uova
80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
200 g di mozzarella (ben scolata)
2 cucchiai di latte
Prezzemolo fresco tritato q.b.
Sale e pepe q.b.
Per la panatura:
Farina q.b.
2 uova sbattute
Pangrattato q.b.
Per friggere:
Olio di semi di arachide abbondante
Preparazione
1. Lessare le patate
Lava le patate e lessale con la buccia in acqua salata per circa 30–40 minuti, finché saranno morbide. Scolale, sbucciale ancora calde e schiacciale con uno schiacciapatate fino a ottenere una purea liscia.
2. Preparare l’impasto
Lascia intiepidire le patate, poi aggiungi le uova, il Parmigiano, il latte, il prezzemolo tritato, sale e pepe. Mescola fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.
3. Formare i crocchè
Taglia la mozzarella a bastoncini. Con le mani leggermente umide, prendi una porzione di impasto, schiacciala sul palmo, inserisci al centro un pezzo di mozzarella e richiudi formando un cilindro allungato.
4. Panatura
Passa ogni crocchè prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. Per una croccantezza extra, puoi ripetere il passaggio in uovo e pangrattato (doppia panatura).
5. Frittura
Scalda abbondante olio a 170–180°C. Friggi pochi pezzi alla volta per 3–4 minuti, finché saranno dorati in modo uniforme. Scolali su carta assorbente.
Consigli della tradizione
Usa patate vecchie e farinose: renderanno l’impasto più asciutto.
La mozzarella deve essere ben asciutta per evitare che rilasci troppa acqua in cottura.
Servili caldissimi, quando il cuore è ancora filante.
Un simbolo della cucina popolare
Il crocchè napoletano è spesso protagonista del “cuoppo fritto”, insieme ad arancini, frittatine di pasta e zeppoline. È una ricetta nata dalla cucina povera, ma diventata nel tempo una vera eccellenza gastronomica, amata in tutta Italia.
Croccante fuori, morbido dentro: un morso e si è subito tra i vicoli di Napoli.


