Chiunque può sentire o vedere, anche chi non ama tanto giocare nei casino online, che le “macchinette” stanno avendo vita assai dura e, più avanti si andrà, più il terreno diventerà “accidentato”. La conseguenza, forse, di questo è che gli apparecchi di puro divertimento (per intenderci quelli senza vincita in danaro) stanno “avendo una seconda vita” e stanno spopolando, sopratutto perché si tratta di apparecchiature nelle quali ci vuole solo “particolare abilità”. Posta questa breve premessa, bisognerebbe sottolineare che gli amusement rilasciano tiket redemption, cumulabili, che poi danno diritto a premi, ma non sono convertibili in danaro. La “seconda vita” degli amusement sta procurando “fastidio” ai benpensanti o, quanto meno, a coloro a cui il gioco d'azzardo è inviso, e da qui nasce una “richiesta” inoltrata al sottosegretario all'Economia se non intenda iniziare una procedura per uniformare “gli amusement” alle “famigerate slot machine” che rilasciano premi in danaro. Certo che il gioco, sia d'azzardo che di puro divertimento, non ha veramente pace! Neppure quello che dispensa divertimento ed alimenta l'abilità e l'astuzia e con il quale l'azzardo... proprio non c'entra. Senza dimenticare che se dovessero essere equiparati i due segmenti di apparecchi, anche gli amusement dovrebbero essere subordinati alle distanze, alla diversa tassazione, ai divieti per i minori ed a quant'altro segue le slot machine. Ci mancherebbe pure questo: e pensare che esiste chi paragona questi apparecchi ad “una scuola per il gioco d'azzardo” mentre la loro presenza, appunto perché “innocua” la si riscontra in cinema, centro commerciali, sale dedicate e sono riservate... ai minori.


