A due settimane dalle Primarie, il tavolo del centro sinistra, che ha in Enrico Lanaro il suo candidato sindaco, non si è ancora di fatto insediato. E questo per i nodi tutti interni al Pd che, presentando due/tre candidati alle Primarie, Ciotti ed Oddati (Vitolo si è ritirato due giorni prima), ha perso la leadership nella coalizione, ma ha guadagnato un nuovo leader interno al partito democratico battipagliese, Pietro Ciotti.
La guerra che sembrava mossa proprio nei suoi confronti, ben prima delle Primarie, non sembra conclusa. Quando a dicembre tutto sembrava dire Ciotti, infatti, ecco arrivare il segretario Landolfi quale possibile candidato unitario. Fallito il tentativo del segretario provinciale, battipagliese di adozione, passano pochi giorni ed ecco calare un nuovo asso dall’alto, Nicola Oddati, sostenuto fortemente proprio da Landolfi. Mission fallita anche per questi, che, invece di ritirarsi, decide incredibilmente di presentarsi alle Primarie stesse. Chi non ha unito, di fatto arriva a dividere. Ed il Pd diventa un ring. Vitolo se ne va a poche ore dal voto; Oddati registra endorsement eccellenti, che si rivelano assolutamente inutili, ma ha con sé l’establishment del partito; Ciotti regge e regge bene, al punto che la spunta nel Pd. Non vince le Primarie, ma vince nel partito.
Ciotti, cosa chiede?
“Che vengano fuori le responsabilità di quanti hanno frantumato il Pd di Battipaglia, privandolo della leadership del centrosinistra e favorendo un civico – a cui riconosco il risultato elettorale - che non è e non sarà espressione del Pd”
Resta o lascia il Pd e la coalizione?
“Io sono e resto nel Pd, sono altri che sono andati via, già molto prima delle Primarie, altri ancora stanno transumando altrove, anche in queste ore. Sono qui, nonostante ogni tentativo di portarmi fuori dal Pd per continuare a frantumarlo”.
Parlava di transumanza. Cosa significa?
“C’è stato un gioco al massacro degli uomini del PD battipagliese, a cui hanno partecipato autorevoli e rispettabili rappresentanti del partito, ma anche alcuni transfughi dal PD locale, da tempo collocatisi altrove, che oggi e tutti insieme, mi richiamano alla responsabilità e al dovere di essere presente nella competizione elettorale, come dovere a rappresentare il PD nella coalizione del centro sinistra”.
Rappresentanti del Pd che stavano altrove oggi chiedono a lei di stare nella coalizione?
“Sì, proprio così. Sono le anime perse o disperse”
Si sono consumati più tentativi di unione. Perché non hanno funzionato?
“Non si calano dall’alto i candidati in nome di non si sa cosa, in una città distrutta come questa, con un commissariamento per infiltrazione camorristica. Battipaglia non è un giocattolo e i battipagliesi non sono né pedine nè birilli. Battipaglia ha bisogno di un progetto serio, programmatico e politico”
Chi ha votato per lei?
“Ha votato Ciotti chi vuole e crede in un voto libero, chi punta ad essere rappresentato da persone perbene e facce pulite, nuove, oneste. Chi ha creduto in un Pd nuovo e rinnovato dopo l’ultimo congresso, chi ha scelto la discontinuità con il passato e #battipagliadacambiare. Quelli che hanno scelto il rinnovamento nei fatti e nella sostanza. E sono il 26% di chi si è recato alle urne. Sono tanti. Sono il risveglio della città”
Non ha vinto le Primarie, ma, da secondo, si aggiudica la leadership del Pd a Battipaglia. Che rischio si corre oggi?
“Rappresentando io quel voto libero del popolo del Pd che vuole cambiar nella discontinuità, se non si riconoscesse la guida ad esso, sarebbero in tanti a non votare affatto o a non votare per la coalizione, favorendo o uomini del Pd che stanno in altre formazioni o gonfiando le vele della protesta a 5 stelle”.


