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Scafatese sopravvive alla strage di Nizza: ecco la sua esperienza

15 Luglio 2016 Author :  

Doveva essere la giornata dei festeggiamenti quella del 14 luglio sulle parole di “Liberté, Egalité, Fraternité”, evocanti la presa della Bastiglia del 1789, ma appena passata la mezzanotte nel momento dello sparo dei fuochi d’artificio, qualcosa di terrificante ha tramutato quel clima di festa e divertimento in un vero e proprio inferno. Un tir di 18 tonnellate e 15 metri di lunghezza inizia a correre e sparare all’impazzata sulla Promenade des Anglais, il lungomare di Nizza. Sembrava per un attimo di rivedere “Duel”, il film cult di Steven Spielberg del 1971 in cui la famosa autocisterna assassina seminava paura e terrore lungo la sua corsa spericolata nelle sparute strade desertiche che tanto ha tenuto col fiato sospeso lo spettatore. Ma questa volta la realtà supera di gran lunga la finzione e il camion, con alla guida il tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel che viveva da tempo a Nizza, si precipita sulla folla con una furia inaudita percorrendo all’impazzata per oltre 2 kilometri il lungomare della città, lasciando dietro di sé 84 vittime e oltre 100 feriti. Alessandro Albano, è un ragazzo 24enne di origini scafatesi (provincia di Salerno), che si era recentemente trasferito proprio a Nizza per cercare fortuna e ha vissuto in prima persona quei terribili momenti riuscendo miracolosamente a scampare la tragedia: “era il momento dei festeggiamenti in cui tutti guardavano verso il mare dove venivano sparati i fuochi d’artificio. Appena terminato lo spettacolo pirotecnico la gente ha cominciato a camminare e a riversarsi per strada. Intravedo questo camion che in un primo momento sembrava fermo ma che poi inizia a muoversi e ad accelerare in direzione della folla investendo e sparando chiunque incontrasse sul suo percorso. Inizialmente ero anch’io in mezzo a quella folla, proprio davanti a quel maledetto camion, ma poco prima che avvenisse la strage mi ero allontanato per andare a mangiare qualcosa. È stato per me un vero miracolo! Io e la mia ragazza nizzarda, appena ci siamo resi conto dell’accaduto abbiamo iniziato a correre nella direzione opposta al camion e ci siamo rifugiati in un ristorante dove siamo rimasti per circa un’ora. La gente si accalcava in massa nei locali perché si pensava che ci fossero altri terroristi. Per strada c’era il caos totale: le macchine si tamponavano nel tentativo di mettersi in salvo, ho visto la disperazione dei genitori che non trovavano i propri figli, passeggini schiacciati, due km di morti, gente smembrata, sembrava di essere in un film horror! Al risveglio questa mattina mi sento ancora molto scosso ma nonostante tutto ho intenzione di rimanere ancora qui perché ora per me la Francia è tutto: mi ha dato un lavoro e l’amore e non ho quindi alcuna intenzione di lasciarla! Il terrorismo e l’odio non possono vincere sull’amore! W la France”.

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