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Libia: Italia valuterà interventi, governo in Aula

03 Agosto 2016 Author :  
L'Italia valuterà di intervenire contro l'Isis a Sirte o di mettere a disposizione degli alleati le basi italiane se ci saranno richieste. E si muoverà, solo dopo aver informato il Parlamento, nell'ambito della risoluzione Onu. Il governo, per voce del ministro Paolo Gentiloni, chiarisce la posizione del nostro paese nel secondo giorno dei raid Usa dopo aver rassicurato, nel corso di una telefonata con il primo ministro Al Serraj, che l'Italia continuerà nel sostegno sul piano umanitario. Una linea attendista anche perchè, spiegano fonti qualificate, se gli americani dovessero richiedere l'utilizzo delle basi italiane "difficilmente il governo dirà di no". Oggi il governo si presenta in Aula alla Camera: prima il ministro della Difesa Roberta Pinotti al question time spiegherà qual'è il ruolo dell'Italia nelle azioni aeree avviate dagli Usa contro la roccaforte del Daesh in Libia. E nel tardo pomeriggio il sottosegretario agli Esteri Enzo Amendola affronterà il dibattito sulle mozioni: i grillini bocciano in toto la politica estera italiana esprimendo dubbi anche sulla permanenza della Turchia nella Nato. Mentre il Pd impegna l'esecutivo "a continuare a sostenere quanto il governo di accordo nazionale farà per contrastare Daesh, nel solco di quanto previsto dalla risoluzione 2259 del Consiglio di sicurezza". L'Italia, è la posizione del governo, valuterà richieste da parte del governo libico ma non ci si aspetta, spiegano fonti dell'esecutivo, una domanda di assistenza militare diversa dall'addestramento, che già il nostro paese fornisce, o in termini di mezzi o economici. Anche perché Serraj, nella lettera agli Usa, sostengono le stesse fonti, è stato chiaro: aiutateci a bombardare ma niente truppe sul terreno. Da sempre, d'altra parte, la linea di Matteo Renzi esclude militari sul campo con funzioni combat e ora viene anche escluso 'categoricamente' che l'Italia possa fornire un supporto aereo ai bombardamenti. Diversa è invece la questione della basi italiane, Sigonella e Aviano: l'Italia è in prima linea nella coalizione internazionale anti-Isis e dunque se gli americani dovessero richiedere l'utilizzo delle basi italiane "difficilmente" il governo potrà tirarsi fuori. Ma una decisione in questo senso, aggiungono fonti qualificate, non è stata ancora presa, anche perché nessuna richiesta da parte Usa è stata formalizzata finora all'Italia. In ogni caso, come ha assicurato oggi il ministro Gentiloni in un colloquio telefonico con Al Serraj, l'Italia continuerà a sostenere gli sforzi del governo unitario per riportare la Libia ad una situazione di stabilità. "Continuiamo ad essere disponibile a fornire al governo di accordo nazionale l'assistenza che questi potrà richiedere, in particolare sul piano umanitario e sanitario", ha detto Gentiloni ribadendo l'apprezzamento per l'azione che il governo libico "sta portando avanti per riportare gradualmente la stabilità nel Paese". Sostegno che Al Serraj ha apprezzato, impegnandosi a definire nei prossimi giorni le ulteriori fasi della collaborazione. Alfano: 'Pronti a ogni azione repressiva-contrasto' - "Dal punto di vista della sicurezza interna noi vigiliamo ad un livello di allerta molto alto e di più non si può alzare e l'intervento militare in Libia è finalizzato proprio a espiantare l'Isis nei luoghi dove sono insediati e da cui possono attivare azioni verso l'Europa". "Noi siamo pronti ad ogni azione repressiva e di contrasto". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano a In Onda su La7.

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