Il gruppo regionale: “Per primi chiedemmo di far luce sulla Commissione d’inchiesta sulle partecipate presieduta da Passariello”. “Il Movimento 5 Stelle esprime piena solidarietà nei confronti del direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini e del giornalista Sasha Biazzo, finiti nell’indagine della Procura di Napoli per aver svolto il loro lavoro di cronisti, svelando un business con un danno ancora oggi incalcolabile, realizzato con i soldi e sulla pelle dei cittadini. Se in Parlamento fosse stata approvata la nostra proposta di legge sull’introduzione degli agenti provocatori per scovare i reati di corruzione, oggi non ci troveremmo di fronte a questo paradosso. Grazie alla professionalità e all’opera di una redazione da sempre impegnata nel rivelare il marcio che si cela tra le maglie del potere, è stato possibile ricostruire un vergognoso traffico di rifiuti che sarebbe stato gestito con la connivenza di politici, imprenditori criminali, malavita organizzata e figli di. Un business che ha messo ancora una volta insieme clan e politica, finalizzato a smaltire sostanze tossiche e destinato a produrre l’ennesimo disastro ambientale”. E’ quanto sostiene il Gruppo regionale campano del Movimento 5 Stelle.
“Sappiamo bene – sottolineano i consiglieri regionali M5S - quanto è difficile riuscire a far accendere i riflettori su illeciti, anche di una certa gravità, quando sono coinvolti politici influenti, grandi lobby ed esponenti di una certa imprenditoria. Figurarsi se c’è di mezzo il figlio del governatore di questa Regione. Come Movimento 5 Stelle, siamo stati i primi ad aver evidenziato sospetti sull’opera di Luciano Passariello, nel suo ruolo di presidente della Commissione regionale d’inchiesta sulle Partecipate, tra cui la stessa Sma al centro di questa inchiesta, per aver chiesto e ottenuto tre proroghe ai lavori di una commissione che non ha prodotto un bel nulla. Una commissione che sarebbe dovuta durare sei mesi, ma che si è trascinata per due anni, con la beffa recente di una ulteriore proroga di sessanta giorni avallata dalla maggioranza del Consiglio, con voto contrario di M5S. Questione che avevamo già denunciato nel maggio scorso attraverso un esposto alla Procura della Corte dei Conti, ravvisando l’ipotesi di un danno erariale”.
Legambiente: “L'inchiesta di Fanpage conferma modalità e meccanismi illeciti-criminali"
“Grazie all'inchiesta dei giornalisti di Fanpage, si delinea un quadro complesso e per larghi tratti inquietante, confermando l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti-criminali in vigore in Campania da anni . Confidiamo nell'operato della magistratura: ora si faccia fino in fondo chiarezza”. Legambiente in una nota commenta inchiesta del quotidiano online Fanpage sullo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania.
Secondo ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente sono in aumento i reati contestati nella gestione dei rifiuti, dove la Campania si conferma maglia nera a livello nazionale, con sono 936 le infrazioni accertate 1.151 le persone tra denunciate e arrestate e con 463 sequestri. La classifica regionale vede la provincia di Napoli maglia nera, prima a livello nazionale, con 388 infrazioni, 559 persone tra denunciate e arrestate e 303 sequestri.
“La criminalità ambientale- conclude Legambiente- lo abbiamo sempre scritto sin dal primo rapporto Ecomafia, non è comunque unica attrice protagonista dell’aggressione all’ambiente. Il palcoscenico è sempre stato affollato da una vera e propria imprenditoria ecocriminale che si avvale di professionisti e funzionari pubblici corrotti, colletti bianchi, uomini politici e delle istituzioni. La corruzione facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile, aprendo varchi nella pubblica amministrazione e tra gli enti di controllo, trasformando gli interessi collettivi in miserabili interessi privati, dando così la stura al sistematico saccheggio dei beni comuni.


