Ormai a dicembre inoltrato, è normale tirare le somme su come è andato l’anno e così anche gli economisti italiani stanno facendo le loro valutazioni sull’economia nello Stivale. Come è andato questo 2024 da cui un anno fa ci si aspettava tanto? Per non usare parole troppo negative, i diplomatici parlano di “periodo complesso”: un brutto colpo l’hanno incassato anche settori chiave in Italia, come la moda e l'automotive. In generale c’è stato un calo generalizzato della produzione industriale che fa riflettere su quali potrebbero essere le prospettive future.
Il quadro del 2024: andamento generale
Nei primi nove mesi del 2024, la produzione industriale italiana è diminuita del -3,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Dopo un calo marcato nel primo trimestre, il ritmo della contrazione si è attenuato, ma è rimasto negativo anche nell’ultimo terzo trimestre (si registra ora un calo del -0,6%). Come detto, anche settori trainanti come quello automobilistico e della moda hanno registrato, con sorpresa, fra le peggiori performance.
Nel dettaglio: la moda, da sempre fiore all’occhiello e vanto degli Italiani, ha subito una contrazione grave con diminuzioni di produzione rispettivamente del -15,1% (pelli), -9,5% (abbigliamento) e -5,9% (tessile). L’export è sceso del -4,5%, il fatturato è calato del -9,0% e le ore di cassa integrazione per i dipendenti nel settore sono più che raddoppiate. Perché? Per via della richiesta: la interna ed estera è in forte calo, aggravata da instabilità geopolitica e prezzi finali elevati che comprimono la capacità di spesa dei consumatori. Anche le piccole imprese del settore, tradizionalmente più fragili, soffrono per l’aumento dei costi e la riduzione degli ordini.
Per quanto concerne l’automotive, la situazione non è migliore: la produzione è crollata del -19,4% nei primi nove mesi del 2024, con una contrazione record del -42,7% per gli autoveicoli a settembre. L’intero comparto, fondamentale per l’industria italiana, risente di dinamiche strutturali e congiunturali. Anche qui la questione la diminuzione della domanda del prodotto, sostanzialmente ci sono state molte meno immatricolazioni. Ha contribuire a questo quadro già critico: l'aumento dei costi delle auto nuove e l’adozione lenta di veicoli elettrici da parte dei consumatori, a causa dei prezzi elevati, ma anche per via dell’oggettivamente scarsa infrastruttura di ricarica e limitata autonomia.
Nel 2024, il settore del gioco in Italia si è confermato come uno dei più rilevanti per l'economia nazionale, rappresentando il 6% del PIL del paese. Il giro d'affari in Italia è stimato intorno ai 150 miliardi di euro l'anno, con un'importante quota di entrate per lo Stato: parliamo di oltre 10 miliardi di euro d’incasso per l'erario grazie a questo settore, di certo in crescita. L'espansione del gioco online e delle scommesse sportive è particolarmente significativa, trainata dall'innovazione tecnologica e dall'aumento dell'accesso a piattaforme digitali. Questo trend alimenta ulteriormente la crescita economica del settore, ma richiede anche maggiore attenzione alla protezione dei consumatori e alla prevenzione dei comportamenti problematici.
Prospettive economiche per il prossimo anno
Il taglio dei tassi da parte della BCE e della FED potrebbe stimolare consumi e investimenti, ma gli effetti saranno graduali. La crescita dei servizi, risultante dal PIL nell’Eurozona negli ultimi finali mesi del 2024, offre un sostegno parziale all’economia italiana e speranza per il 2025. A fare da zavorra in particolare i prezzi energetici elevati che incidono sulla competitività delle imprese, la domanda estera debole, influenzata dalla frenata dell'economia tedesca e dall'incertezza globale e in generale la fiducia delle imprese manifatturiere ai minimi. La ripresa ci si augura ci sarà, ma sarà di certo complessivamente lenta, influenzata dalla capacità di stimolare consumi e investimenti attraverso misure di politica monetaria e fiscale, oltre che dalla stabilizzazione dei mercati esteri.


