Episcopio in festa in onore di Maria Santissima del Monte Carmelo, sei giorni di festa nella frazione di Sarno.
Una frazione in festa per venerare la Madre e Vergine che salvò dalla peste l'intera popolazione nel lontano 1837. I festeggiamenti prendono il via questa sera 16 luglio, domenica 20 la Solenne Processione e lunedì 21 il gran finale.
IL programma dei festeggiamenti
Al via oggi i festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Monte Carmelo ad Episcopio di Sarno: alle ore 20:30, di oggi mercoledì 16 luglio, ci sarà l'accensione delle luminarie e poi a seguire canti e balli folkloristici in Piazza Duomo con un gruppo popolare. Domani 17 luglio alle ore 21:00, esibizione di artisti locali con attrazione per bambini con i gonfiabili in Piazza Duomo; venerdì 18 luglio, alle ore 20:30 i giochi storici in piazza "La contesa dei rioni"; sabato 19 luglio alle ore 17:00 raduno auto e moto d'epoca in Piazza Duomo, alle ore 21 esibizione St. Louis band con Don Michele Pecoraro in "Alleluia"; domenica 20 luglio alle ore 17:00 la processione della Madonna del Monte Carmelo che attraverserà tutte le strade della frazione, alle ore 21:30 in piazza i fuochi piromusicali a conclusione della storica processione, alle ore 22:30 asta dei doni offerti alla Madonna con la cossiddetta arriffà
Lunedì 21 gran finale con il concerto in piazza Duomo Febbre Italiana", alle ore 24:00 i fuochi pirotecnici a conclusione dei festeggiamenti.
La festa in onore di Maria SS. del monte Carmelo
Il 16 luglio di ogni anno, Episcopio, scrigno di cultura un tempo sede dell'aristocrazia Sarnese e non solo, terra natale di G.B Amendola (noto scultore), sede del Duomo nonché Concattedrale della diocesi Nocera Sarno, compie un viaggio a ritroso nel tempo, ritorno a quel lontano 1837 per rendere omaggio a Maria Santissima del Monte Carmelo. Il 1837 è una delle date più importanti per la storia di Sarno proprio in quell'anno la popolazione avvinta dalla peste trovo riparo e conforto nelle Vergine Maria: dalla chiesa di Foce, infatti, venne portata nella Cattedrale di Episcopio la statua di Maria Santissima del Monte Carmelo che aiutò la popolazione a liberarsi dalla peste e da quel momento la statua non ha fatto più ritorno a Foce, ritenuta artefice della salvezza dell'intera popolazione, è rimasta ad Episcopio, collocata nella cappella voluta dal Vescovo Pasquale dell'Isola nel 1937, per rendere grazie alla Santissima Madre per la liberazione del terremoto del 1930. L'intera cittadinanza, nonostante vive sotto la protezione di San Michele Arcangelo, attribuisce la propria salvezza dalla peste alla Beata Vergine, infatti, il volto amorevole e rasserenante della strada è diventato per l'intera popolazione rifugio e conforto da tutti i mali. Per tutti, Essa rappresenta la speranza, la confidente di tutto ciò che opprime ed oscure i cuori tutti hanno sempre una preghiera da rivolgerle per questo nessuno può rinunciare all'appuntamento del 16 luglio, nessuno può rinunciare a fare festa, per quell'occasione la bella Episcopio ritorna a vivere lo splendore dei tempi passati, i vicoli del centro storico si animano di luci, colori e voci si attende la processione, lo sguardo dolce e caldo di Maria Santissima del Monte Carmelo arriva ovunque tra la folla commossa ansiosa di vederla passare sul suo trono dorato. Dalla storia arriva il presente, il culto religioso si mescola con la festa popolare, lo spettacolo dei fuochi pirotecnici salutano l'arrivo della Vergine nella piazza gremita, il presente ha radici forti nel passato inevitabilmente l'uno si mescola all'altro. E' consuetudine la prima domenica dopo il 16 luglio, in occasione dei festeggiamenti, portare in processione la statua abbellita per l'occasione da ori, ex voto del popolo, per le suggestive strada, la processione si articola per 5-6 ore con la grande partecipazione non solo degli abitanti della frazione, ma anche con l'arrivo di quanti che per motivi di lavoro sono dovuti emigrare nelle città del nord Italia ed anche all'estero. La tradizione popolare è quella di omaggiare, durante la processione, di doni rappresentati o in danaro o animali i quali al termine della processione fino a notte fonda vengono messi all'asta con la cosiddetta (arriffà).


