SALERNO. Si calcola che siano sempre più numerose le persone che ogni anno, in Italia, avrebbero bisogno dell'intervento palliativo. Tra queste molte sono malate di tumore altre invece sono affette da malattie cronico-degenerative. Ebbene, proprio alle "cure palliative" e sul perché sia "importante conoscerle, promuoverle e diffonderle" è dedicato il convegno organizzato dall'Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) Scafati Odv. L'evento si terrà il prossimo venerdì 26 settembre (dalle ore 16), nella Sala Don Bosco, in piazza Vittorio Veneto a Scafati (SA). Relatori: la dott.ssa Rosaria Lombardi, oncologa palliativista (dirigente medico UOC Cure domiciliari Asl Salerno); Gennaro Di Paola, infermiere esperto in cure palliative (UO Cure Domiciliari DS 61 Asl Salerno) e Maria Rosaria Flauto, presidente Avo Noi per te. Ai lavori (moderati dal prof. Giovanni Savarese, docente di Storia all'Università di Salerno), che si apriranno con i saluti della presidente Avo Scafati, Elisabetta Russo, interverranno anche il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino; il parroco di Santa Maria delle Vergini, don Gennaro Romano; il sindaco di Scafati, dott. Pasquale Aliberti; la dott.ssa Rosa Santarpia, direttrice-medico di Presidio (Dea 1° livello Nocera Inferiore-Pagani-Scafati) e la dott.ssa Assunta Amelio, portavoce della Conferenza delle Regioni nonché presidente di Avo Campania. Le cure palliative (dal latino pallium: "mantello" o "coperta", ovvero "coprire", "nascondere") sono di fondamentale importanza per il controllo del dolore e di altri sintomi ma anche per quanto concerne gli aspetti psicologici, sociali e spirituali. L'obiettivo infatti è il raggiungimento della miglior "qualità di vita" possibile per i pazienti e le loro famiglie. Tuttavia sempre più spesso vengono prese in considerazione "solo" negli ultimi giorni di vita del malato. Da qui dunque l'importanza di fare piena luce sull'approccio palliativo laddove la malattia non può più essere combattuta con la medicina tradizionale, anche attraverso una più stretta sinergia tra personale sanitario, oncologi, volontari ed esperti.


