Latitante a Sharm el Sheikh: preso Maoloni

21 Marzo 2016
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Napoli: preso Pietro Maoloni. Latitante da quasi un anno per associazione mafiosa e narcotraffico. Tornava dall’Egitto. Ha trascorso la latitanza alternando la tristezza delle favelas e la bellezza della blasonata Sharm el Sheikh. Abbronzato e curatissimo è giunto in aereo a Napoli proveniente da Sharm el Sheikh. Pensava di passare inosservato… Preso il latitante Pietro Maoloni, 44enne, napoletano, già noto alle forze dell'ordine, ritenuto affiliato al gruppo “Leonardi” del clan camorristico “vanella Grassi”. Era ricercato da giugno 2015, quando era riuscito a sfuggire a un blitz di carabinieri, polizia e guardia di finanza per l’arresto di una 40ina di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso nonché di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio e detenzione e porto illegale di armi da fuoco comuni e da guerra aggravati da finalità mafiose. I Carabinieri della Compagnia Vomero gli hanno stretto le manette ai polsi appena l’uomo è sbarcato da un volo proveniente da Istanbul (Turchia) ove aveva fatto uno scalo intermedio provenendo da Sharm El Sheikh (Egitto). I militari dell’Arma ne seguivano da tempo i movimenti. Per ben tre volte, dal giugno 2015 a oggi, aveva fatto vai e vieni dal Brasile (ove aveva trovato ospitalità in una favelas) e la frequentatissima località balneare sul Mar Rosso (ove si recava a incontrare i familiari). Dopo la notifica del provvedimento restrittivo eseguita nell’aeroporto di Capodichino con il supporto di personale della Polaria l’ex latitante è stato tradotto nel Centro Penitenziario di Secondigliano.

IL FATTO - I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia hanno catturato uno degli ultimi boss del gruppo Leonardi, del clan Vanella Grassi di Secondigliano, latitante da 1 anno per associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra e tentato omicidio. Non è un periodo fortunato per il clan Vanella Grassi: dopo l’arresto di MINCIONE Raffaele, detto “Coppetta” avvenuto il 9 marzo in un appartamento del rione Gescal di Secondigliano dove si nascondeva, a pochi giorni di distanza i Carabinieri catturano anche MAOLONI Pietro detto o’ Mellon, proveniente con un volo aereo da Istanbul e latitante dal 4 giugno 2015, quando i Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero traevano in arresto 40 persone del gruppo Leonardi del clan Vanella Grassi. Si nascondeva nelle favelas brasiliane e nelle spiagge di Sharm el-Sheikh. In queste ultime si incontrava periodicamente con i familiari.

Era ricercato per un’inchiesta della DDA di Napoli su un traffico di droga e per aver rifornito il clan di armi, in particolare un fucile mitragliatore utilizzato per commettere omicidi di gruppi avversari. I Carabinieri unitamente alla Polizia di Frontiera dell’aeroporto internazionale Napoli Capodichino lo hanno arrestato mentre scendeva dall’aereo proveniente da Istanbul.
Nella circostanza il MAOLONI si è arreso non opponendo resistenza e complimentandosi con le Forze dell’Ordine.
Le indagini dei Carabinieri hanno riscontrato che il MAOLONI è considerato negli ambienti criminali come ottimo venditore di cocaina all’ingrosso, in confezioni da 1 Kg. Prima della faida lavorava con i Leonardi, da cui si riforniva di stupefacenti per fare i cosiddetti “passaggi di mano”. Durante la faida, agli inizi del 2012, ha contatti con i fratelli MINCIONE, detti “Coppetta” e quindi faceva parte organicamente dei Leonardi per conto dei quali faceva da vedetta armata della “Vela celeste”, tornando successivamente ad occuparsi di stupefacenti affiliandosi alla Vanella Grassi facendo i “passaggi di mano” per conto di ACCURSO Umberto, attualmente uno dei latitanti più pericolosi.
Si occupava dello spaccio di cocaina con il metodo delle chiamate ai cellulari per le ordinazioni da parte dei privati nella 167, a Secondigliano e nella circonvallazione esterna di Napoli – SP1.
Il MAOLONI era tra i principali soggetti che durante la faida di Scampia gli ABETE ABBINANTE NOTTURNO volevano uccidere poiché era responsabile di un grosso commercio di cocaina e pertanto arricchiva le casse della Vanella Grassi.
La progettazione dell’omicidio non si rivelò semplice e quindi il clan avversario decise di eliminare persone a lui vicine: PERROTTA Mario, ucciso l’8 dicembre 2012, spacciatore per conto di MAOLONI e GARGIULO Domenico detto sicc penniell, vittima illesa di più tentativi di omicidio, tra cui la circostanza in cui venne barbaramente ed erroneamente ucciso la vittima innocente Lino Romano, avvenuto a Marianella il 15 ottobre 2012.

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