Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha messo in campo il sequestro di circa 200 milioni di euro nei confronti dei fratelli Giovanni, Salvatore e Cuono Pellini che sono degli imprenditori molto famosi di Acerra che ha operato nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
Si tratta in particolare di 250 fabbricati, 68 terreni, 50 autoveicoli e automezzi industriali, 3 aeromobili, 49 rapporti bancari dislocati nelle provincia di Roma a Bolzano, Salerno, Latina e Cosenza.
Il provvedimento di sequestro emesso dalla Procura di Napoli prende le mosse dagli esiti processuali dell'inchiesta denominata Carosello ultimo atto, eseguita nel gennaio 2006 dall'Arma dei Carabinieri dove gli imprenditori e Ceriani erano stati in condannati in primo grado per aver posto in essere tra il 97/95 i delitti connessi al illecito smaltimento dei rifiuti anche pericolosi.
La Corte d'Appello di Napoli con sentenza del gennaio 2015 aveva accolto l'appello del pubblico ministero ed aveva configurato il delitto di disastro ambientale consumato.
Secondo le indagini, il gruppo imprenditoriale dei fratelli Pellini gestiva in maniera illecita rifiuti per un giro di affari di svariati milioni di euro. I Pellini infatti ricevevano i rifiuti dopo averne effettuato la cartolare declassificazione e li smaltivano illecitamente. I rifiuti liquidi infatti venivano gettati nel bacino dei Regi Lagni mentre quelli soliti anche pericolosi venivano ceduti come compost o venivano smaltiti mediante tombamento su terreni a destinazione agricolo dati legalmente a delle discariche e quindi hanno cagionato il disastro ambientale.
Il processo penale nei confronti dei Pellini ha messo in luce il sistema criminale che per anni aveva movimentato e smaltito in maniera illecita di rifiuti pericolosi e non provenienti dalle industrie del nord Italia direttamente nelle campagne della dell'Agro Casertana, del napoletano ed aveva alimentato l'economia del clan camorristici operanti in quelle aree.
La gestione illecita dei rifiuti svolta negli anni dai Pellini ha fatto motore per ulteriori variazioni economiche ha determinato la creazione la successiva in missione di ingenti capitali nei circuiti economici finanziari delle imprese coinvolte il successivo reimpiego di queste provviste ha consentito di accrescere la potenzialità economica della società e realizzare un effetto moltiplicatore che ha riguardato tutti i successivi investimenti che data le risorse hanno tratto origine.
Fra i beni societari posti sequestro ci sono anche delle società come ad esempio l'intero compendio aziendale della Pellini srl e della ATR srl operante nel riciclaggio dei rifiuti urbani ed industriali.
Inoltre sono coinvolte le società 3P Real estate e la Mavi srl e la noleggio costruzioni operante nel settore immobiliare oltre alla Eli service che si occupava delle attività di noleggio dei mezzi di trasporto aereo ed è proprietaria di 3 elicotteri, oltre a diverse quote di partecipazione ditta individuale operante nel settore della ristorazione e della distribuzione di carburanti.
Sequestro da 200 milioni alla ditta dei rifiuti del napoletano: il blitz
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