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Omicidio Cerciello Rega: ergastolo a assassino e complice

06 Maggio 2021 Author :  

Finnegan Lee Elder, l'accoltellatore del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, e Gabriel Natale Hjorth, l'amico che aveva ingaggiato un corpo a corpo con l'altro carabiniere Andrea Varriale, nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, hanno condiviso la condanna al carcere a vita. La sentenza di colpevolezza piena e' stata letta ieri nell'aula bunker del carcere di Rebibbia in un silenzio rimasto assordante fino a quando la presidente della prima corte d'assise di Roma Marina Finiti, ha pronunciato la parola "ergastolo". Nessun urlo, ne' di gioia ne' dolore, ma solo sgomento da una parte dell'aula, dove erano seduti i genitori degli imputati, e approvazione dall'altra parte dove c'erano i parenti della vittima. Cosi', ad un anno e 9 mesi dall'omicidio, dopo circa 13 ore di Camera di consiglio, poco prima della mezzanotte, e' stata pronunciata la sentenza di primo grado che, come annunciato dagli avvocati difensori, non sara' certo l'ultima.

Ergastolo, quindi, anche per Natale Hjorth che materialmente, quella sera, cosi' come piu' volte rimarcato dal suo collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, non ha neanche sfiorato la vittima, ma evidentemente, la giuria ha dato peso alle argomentazioni della pubblica accusa sostenuta da Sabina Calabretta, relativamente al fatto che Natale, non solo ha creato i presupposti perche' l'evento si compisse portando via la borsa al mediatore degli spacciatori a cui si erano rivolto per comprare droga e organizzando il "cavallo di ritorno", ma soprattutto, ingaggiando il corpo a corpo con Varriale, che avrebbe impedito a quest'ultimo di andare in soccorso al collega che poi e' stato ucciso. Una ipotetica chiave di lettura della sentenza che trova pero' conforto nella sentenza dell'ergastolo.

Stesso discorso per Elder. Il suo collegio difensivo composto dagli avvocati Renato Borgone e Roberto Capra, ha concentrato la difesa soprattutto sugli aspetti che, a parere loro, dimostravano che i due militari si fossero avventati sui giovani americani senza neanche qualificarsi come carabinieri, "legittimando" la reazione. Ma dati gli esiti della sentenza la Corte deve aver creduto la pubblica accusa che, invece, sosteneva il contrario. Ogni dubbio sara' fugato quando la sentenza sara' depositata. In lacrime, la vedova Rosa Maria Esilio, presente in tutte le oltre 40 udienze del processo, si e' stretta, ieri sera, in un lungo abbraccio al fratello della vittima, Paolo Cerciello Rega. "E' stato un lungo e doloroso processo. Questo non mi riportera' Mario. Non lo riportera' in vita, non ci ridara' la nostra vita insieme", ha detto la vedova tra i singhiozzi davanti ai cancelli di Rebibbia. "Oggi e' stata messa la prima pietra per una giustizia nuova e Mario rappresenta il precedente a cui chi avra' bisogno potra' appellarsi. La sua integrita' e' stata difesa e' dimostrata nonostante da vittima abbia dovuto subire tante insinuazioni".

L'avvocato Franco Coppi, legale della famiglia Cerciello Rega ha parlato di "sentenza severa ma corrispondente a gravita' e atrocita' del fatto. L'eta' da sola non puo' costituire una attenuante". Massimo Ferrandino, legale della vedova, ha commentato: "gli ergastoli non sono trofei che Rosa Maria potra' esporre nel salotto. Nulla le restituira' il marito. La sentenza e' il frutto del lavoro straordinario del pubblico ministero e dell'arma sei carabinieri". Di tutt'altro tenore la posizione di Renato Borzone, della difesa di Finnegan Lee Elder secondo il quale, quella pronunciata e' "Una sentenza che rappresenta vergogna per l'Italia. I giudici non hanno voluto vedere quello che e' emerso nel processo e nelle indagini. Faremo appello". Intanto questa mattina Rosa Maria Esilio che vive a Roma, andra' a trovare Mario nel cimitero di Somma Vesuviana dove riposa.

Una vicenda controversa quella dell'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, iniziata nell'affollata Piazza Trilussa, nel pieno della movida trasteverina, dove Elder insieme al suo coetaneo e connazionale Gabriel Natale Hjorth, si sono ritrovati nella serata del 25 luglio, a cercare uno spacciatore da cui comprare una dose di cocaina. I due, entrambi californiani, avevano seguito insieme alcuni corsi in un college negli Usa. Secondo quanto ricostruito anche nella fase dibattimentale del processo iniziato il 26 febbraio 2020, la sera del 25 luglio si sono ritrovati a in piazza Trilussa e la loro ricerca di cocaina e' approdata, dopo alcuni tentativi, a Sergio Brugiatelli, che ha detto loro di non averla ma che sapeva dove trovarla.

L'uomo li accompagna quindi in Piazza Mastai per incontrare un gruppo di spacciatori tra cui Italo Pompei il quale prende da Natale 80 euro e gli "rifila" una pasticca di tachipirina spacciandola per cocaina. In quel momento intervengono i carabinieri in borghese che gia' li seguivano da piazza Trilussa. Natale scappa, raggiungendo Elder che era rimasto ad attenderlo su una panchina, portando via la borsa di Brugiatelli. Mentre tornano in albergo, nella borsa squilla il telefono del mediatore il quale, da un cellulare datogli in prestito, aveva chiamato la propria utenza per trovare un accordo con i due e riavere indietro la borsa. Si accordano quindi per la restituzione della somma e una dose di cocaina. Brugiatelli, pero', aveva informato i carabinieri della richiesta estorsiva raccontando, pero', solamente di essere stato derubato.

Alle 3 di quella notte la pattuglia in borghese composta da Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale, diversa dai colleghi intervenuti in piazza Mastai, arriva disarmata nel luogo che Natale aveva indicato per la restituzione della borsa. Elder invece era armato: aveva un coltello da combattimento lungo 22 centimetri, di cui 11 di lama, che aveva portato dagli Usa. Mentre Natale ingaggiava una colluttazione con Varriale, Elder ha pugnalato per 11 volte Mario Cerciello Rega. Fendenti inferti con tutti gli 11 centimetri della lama, per undici volte, sia nel fianco sinistro che in quello destro del torace di Cerciello Rega. Mentre i due scappavano, Varriale ha soccorso il collega lanciando l'allarme. Di li' a poco, Mario Cerciello Rega e' morto in ospedale. La mattina dopo i due giovani sono stati individuati ed arrestati in albergo.

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