Le comitive di turisti provano a farsi largo in una via Chiaia delimitata dalle transenne finendo inevitabilmente per essere attratti dall'ingresso carbonizzato del Sannazaro dove si fermano, quasi come a rendergli doveroso omaggio.
Ventiquattro ore dopo l'incendio che ha devastato il teatro bomboniera sito nel cuore di Napoli, è già tempo di pensare al futuro, anche se la ferita è ancora troppo fresca per considerarla rimarginata.
"Lo Stato c'è e ora comincia la rinascita del Sannazaro", scandisce il ministro della Cultura Alessandro Giuli, giunto sul luogo del disastro, dopo aver stretto in un abbraccio i titolari del teatro, Salvatore Vanorio e Lara Sansone. Ai loro lati i 60 sfollati dalle abitazioni confinanti restano in attesa di sapere quando potranno rientrare nelle loro case, mentre continua il lavoro dei vigili del fuoco per verificare la statica degli edifici interessati dalle fiamme prima di dare l'ok al rientro. La scorsa notte l'hanno trascorsa tutti presso amici e parenti. Tocca a Giuli illustrare le prossime mosse: "Siamo di fronte a una tragedia culturale - spiega al suo arrivo - da cui può venire fuori una splendida forma di cooperazione tra istituzioni differenti per raggiungere l'obiettivo di creare una struttura ancora più forte che dia continuità e solidità al teatro Sannazaro. La città di Napoli c'è, la Regione Campania c'è e il ministro della Cultura vi assicura il massimo sforzo del Governo di Giorgia Meloni".
Il cronoprogramma prevede una mappatura di tutte le necessità economiche ("non sono cifre che si possono improvvisare, anche perché noi in genere le correggiamo al rialzo") e tempi rapidi per ovviare a quello che non deve considerarsi "come un lutto permanente". Per il ministro - che non azzarda ipotesi sulle cause del rogo - il nuovo Sannazaro quando sarà riconsegnato alla città "sarà bello come è sempre stato". Nell'attesa bisognerà trovare una soluzione per salvarne la stagione. La soluzione proposta dal sindaco Manfredi è il teatro della Mostra d'Oltremare: "Abbiamo messo a disposizione il Mediterraneo - ha detto - poi loro decideranno". "Ci stiamo pensando - la prima risposta dei titolari del Sannazaro - per adesso ci serve lo spirito per poter andare avanti, garantire che venga restituito il lavoro ai nostri ragazzi". Il Comune di Napoli ha intanto censito le unità immobiliari coinvolte: sono 28 (il teatro, 9 locali commerciali e 18 unità ai piani superiori ad uso misto, uffici e abitazioni). Risultano complessivamente 26 le persone allontanate dalle proprie case.
Tre appartamenti risulterebbero maggiormente danneggiati, Arrivano anche i primi fondi: la Regione Campania, col governatore Roberto Fico, ha stanziato un milione di euro in bilancio per la ripresa delle attività del teatro partenopeo. La macchina della solidarietà si è subito messa in moto con diverse iniziative: l'ultima arriva da chi ha vissuto sulla propria pelle analoga disavventura, il teatro Petruzzelli di Bari. Dedicare una piccola parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Sannazaro: questa la proposta lanciata dal soprintendente, Nazzareno Carusi. Si offre per dare una mano alla ricostruzione anche il cantante Gigi D'Alessio. Un appello per un progetto pilota nazionale di rinascita è stato firmato da un gruppo di intellettuali e artisti, tra gli altri Massimo Ghini, Carolina Terzi, Alberto Barbera e l'ex ministro della Cultura Alberto Bonisoli. Proposte all'insegna di un comune sentire - come spiegano dal Sannazaro - quello di tenere vivo un sogno che a Napoli dura dal 1847.


