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Ristampe, mostre e convegni per il centenario di Don Mimì: Domenico Rea. Al via gli eventi

08 Settembre 2021 Author :  

Ristampe, mostre e convegni per il centenario di Don Mimì: Domenico Rea. Sono partite ufficialmente le iniziative per il centenario della nascita di Domenico Rea. A dare il via al programma di eventi la conferenza stampa tenutasi, ieri mattina, a Sarno nei giardini di villa Lanzara, sede del centro studi Domenico Rea. Presenti all’incontro la figlia dello scrittore Lucia Rea; il presidente del comitato Nazionale per il centenario di Rea, Pasquale Sabbatino; Rosa Maria Grillo, direttrice del dipartimento di studi umanistici dell’Università di Salerno; l'editore Raimondo Di Maio, fondatore della casa editrice Dante & Descartes che ha pubblicato il giornale a numero unico " Don Mimì", cento voci per i cento anni di Rea; l’assessore alla cultura del Comune di Nocera Inferiore Federica Fortino. A fare gli onori di casa il sindaco della città di Sarno Giuseppe Canfora; grande assente il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.


Per il centenario della nascita del grande cantore del neorealismo grottesco, l'8 settembre, giorno della nascita di Domenico Rea, in programma diversi appuntamenti organizzati dal Comitato nazionale, istituito dal Ministero della Cultura, presieduto dal docente di letteratura italiana Pasquale Sabbatino e ha sede nel Dipartimento degli Studi Umanistici, Università di Napoli Federico II. è composto da Pasquale Sabbatino (Presidente), Vincenzo Caputo (Segretario e Tesoriere), Patrizia Antignani, Patricia Bianchi, Laura Cannavacciulo, Franco Contorbia, Raimondo Di Maio, Monica Farnetti, Natascia Festa, Rosa Giulio, Gianfranca Lavezzi, Simone Margherini, Sebastiano Martelli, Anna Nozzoli, Matteo Palumbo, Silvio Perrella, Josè Vicente Quirante Rives, Lucia Rea, Vincenzo Salerno (segretario e tesoriere), Giorgio Tabanelli, Giovanni Turchetta, Carlo Vecce, Silvia Zoppi.

“Il Centenario della nascita di Domenico Rea ci offre l’occasione per tracciare un primo bilancio storico-critico della produzione letteraria dello scrittore, che a partire dal 1947, con la raccolta di racconti Spaccanapoli, si è imposto come caso letterario per pubblico e critica all’attenzione nazionale e internazionale, per assumere nei decenni successivi un ruolo da protagonista sia per la varietà delle opere narrative, sia per la originalità del suo osservatorio e dei suoi interventi sull’Italia del secondo Novecento. – spiega il presidente del comitato Nazionale per il centenario di Rea, Pasquale Sabbatino, presente ieri a Sarno - Nel convegno internazionale Domenico Rea e il Novecento italiano (10-12 novembre 2021) la relazione di Matteo Palumbo porrà le basi per una indagine filologica, con l’obiettivo di una lettura delle stratificazioni redazionali di testi narrativi e di articoli, partendo dagli archivi dove sono conservate le carte di Rea (Centro Rea di Sarno, Centro Manoscritti Maria Corti dell’Università di Pavia, Gabinetto Vieusseux e Centro Palazzeschi di Firenze). Inoltre la relazione di Franco Contorbia su Rea tra giornali e periodici avvierà la riflessione sul giornalismo letterario del secondo Novecento, uno snodo fondamentale al quale sarà dedicato un intero convegno nel 2022, portando l’attenzione su Rea, Cecchi, Montale, Primo Levi, Calvino, Sciascia, Manganelli, Sanguineti, Prisco, Pomilio, Compagnone, La Capria.
Sarà un anno intenso – continua Pasquale Sabbatino - di attività dedicate alla produzione di Domenico Rea. Le sue opere meritano di essere analizzate e riattraversate non solo da docenti e studiosi ma anche dai più giovani. Si prenda il caso dei suoi Pensieri della notte, recentemente riproposti dalla casa editrice Dante & Descartes con la prefazione di un Maestro della Federico II, Matteo Palumbo. Qui troviamo il personaggio Igalo, professore di filosofia e amico del narratore. Di fronte al cielo di Napoli egli afferma: "non si massifica. Non fa mai muro. Non esclude mai l'idea che di là ci sia luce, il varco della speranza. È un cielo in viaggio. Cieli di questo tipo li ha dipinti solo Francesco Goya". A Igalo, come a Rea e a noi lettori, davvero non interessa se Goya sia stato a Napoli o se abbia solo sentito parlare del nostro cielo. La nostra attenzione è tutta su quel varco della speranza, su quel foro che sempre vediamo o ci sembra di vedere anche quando il cielo è nerissimo, "un foro donde piove una luce abbagliante".

Domenico Rea, la sua vita nell’agro sarnese nocerino

Domenico Rea nasce a Napoli l’8 settembre del 1921, cresciuto a Nocera Inferiore, dove si è trasferito all’età di 3 anni, nel 1924, con la sua famiglia, diventata Nofi nel suo immaginario letterario. Suo padre Giuseppe è un ex carabiniere, sua madre, Lucia Scermino, una levatrice, il vero sostegno economico della famiglia.
I suoi primi due libri li ruba da un carretto, durante un mercato a Salerno: le Operette morali di Leopardi e il primo volume della Storia della letteratura italiana di De Sanctis; da questo momento Rea inizia la formazione di una vastissima biblioteca.
Ancora adolescente a Nocera incontra per la prima volta incontra interlocutori in grado di renderlo consapevole del suo talento: sono il frate francescano Angelo Iovino – che gli trasmetterà la passione per i novellieri trecentisti – lo psichiatra Marco Levi Bianchini, amico di Sigmund Freud, Luigi Grosso, uno scultore anarchico confinato dal regime fascista a Nocera, e Pasquale Lamanna, raffinato uomo di lettere, che insegna al liceo di Castellammare.
Nel 1993 vince con il romanzo Ninfa plebea il premio Strega. Rea si spegne il 26 gennaio 1994 colpito da ictus.

“Il mondo di mio padre è stato sempre interconnesso tra Napoli, l’Agro Sarnese Nocerino e Salerno. - spiega la figlia Lucia Rea - Lui mi ha sempre parlato di Sarno, mentre Nocera Inferiore era il suo mondo, dove si è formato, dove ha frequentato le scuole, dove si è innamorato, dove ha trovato i primi stimoli intellettuali per le conoscenze che ha fatto: da Marco Levi Bianchini, ma anche Isaia Gabola, che era un produttore di pasta ma era un ragazzo molto colto, con cui si scambiavano libri. Era amico di Michele Crispo, Giovanni Stanzione che era un libraio giornalista. Nel suo mondo ci sono state cose non capite, ma nel luogo dove uno si forma, nell’adolescenza, è così. Nocera è anche un luogo di dolore, dove ha perso la madre. A Nocera è entrato nel partito Spaccanapoli. Mio Padre ha amato Nocera, ha amato Napoli anche se era una specie di "novello" , era un amore particolare: si alzava pensando a Napoli, poi la criticava, poi ne parlava di nuovo bene, facendo i complimenti, e poi ne parlava di nuovo male. Di Sarno parlava sempre delle anguille e delle sue cene. Lui che amava mangiare, il cibo era importante, era un mangiatore della vita. In famiglia non è stato un Padre facile, molto severo, era il Re della casa e io e mia mamma ci sforzavamo molto per stare appresso a lui, era molto maschilista e ci scontravamo molto”. Infine, conclude “In Ninfa Plebea non si deve assolutamente pensare che lui volesse disprezzare Nocera, ma era un luogo di invenzione. Nofi è stata “Nofi” per lui, nel bene e nel male, come Napoli. Lui era una persona molto empatica”

Ecco il Calendario delle manifestazioni:

8 settembre 2021
Centenario della nascita:
-pubblicazione del giornale a numero unico “Don Mimì”. Cento voci per Cento anni, immaginato per la prima volta da Francesco Durante e ora realizzato a cura di Raimondo Di Maio e Antonella Cristiani.

10 novembre 2021
a) Convegno internazionale “Domenico Rea e il Novecento italiano” (10-12 novembre 2021) si terrà presso l’Università di Napoli Federico II e la Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”.

b) Il 10 novembre sarà inaugurata nella Sala rari della Biblioteca Nazionale la mostra, con teche contenenti documenti dell’archivio Rea (prime edizioni, traduzioni, libri con dedica di altri scrittori, documenti particolari) e della Biblioteca, in particolare articoli dello scrittore pubblicati in periodici e giornali. Nella sala antistante alla Sala Rari ci saranno alcuni pannelli con la biografia per immagini di Rea.

c) documentario Domenico Rea lo scrittore “della realtà vera” di Giorgio Tabanelli, che intende ricostruire come racconto avvincente la complessità dell’opera dello scrittore con materiali di repertorio della Rai, del Centro manoscritti di Pavia e del Centro Rea presso Villa Lanzara a Sarno.

d) “Rea Social day”, con la partecipazione di scrittori e attori che leggeranno in video o audio un breve passo dello scrittore, con la condivisione di un post dedicato allo scrittore da parte delle istituzioni culturali (musei, università, scuole, siti archeologici, biblioteche, archivi, ecc.).

9-10 dicembre 2021
Giornate di studio “Nelle terre di Re Pomodoro. La geografia letteraria dell’Agro sarnese-nocerino nelle opere di Domenico Rea” si terranno presso il Centro Studi Domenico Rea a Sarno e presso l’Università degli Studi di Salerno.

Mostra archivistico-documentaria delle carte di Rea custodite in dieci faldoni presso la Villa Lanzara a Sarno (Napoli)

Ottobre-dicembre 2021
Ai fini di un’opportuna e doverosa opera divulgativa della figura e dell’opera dello scrittore si è organizzata una sinergia con le scuole secondarie di primo e secondo grado. Grazie alla fattiva collaborazione dei docenti e degli studenti sarà possibile “ri-leggere” l’universo fantastico e immaginativo dello scrittore. Si prevedono innanzitutto nei rispettivi istituti seminari di approfondimento con studiosi di Rea, che coinvolgeranno non solo le Università ma anche importanti istituzioni culturali; in secondo luogo alcune classi adotteranno un libro dello scrittore (romanzo, raccolta di racconti o altro) letto e analizzato nel corso dell’anno scolastico; infine gli studenti coinvolti produrranno un elaborato (scritto, audio, video) relativo all’opera esaminata. Scopo di questa fase progettuale è contribuire appunto alla divulgazione delle opere di Rea presso i giovani in formazione.

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