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"Parole cadenti...", una serata magica all'ombra dei resti archeologici di Longola

02 Settembre 2025 Author :  

Parole cadenti al Parco Archeologico di Longola, un reading poetico di poesie e racconti. Come le stelle nella notte di fine estate, anche le parole sono scese leggere per illuminare i pensieri dei presenti.

Una serata davvero unica, si è svolta domenica 31 agosto, nel sito protostorico in località Longola di Poggiomarino, organizzata dall'associazione Terramare 3000 e dall'instancabile presidente Linda Solino, che da 25 anni lavora incessantemente per la valorizzazione dei beni culturali della Valle del Sarno e Laila. Ideatore della serata Paride Marazia, con la collaborazione straordinaria del saggista Gerardo Sinatore. Una serata che ha unito parole e musica per un'esperienza di ascolto e condivisione, un evento culturale in cui autori, artisti e musicisti hanno trasformato le parole in emozione viva, coinvolgendo il pubblico in un incontro di arti.

Le parole, l'arte e la musica si sono mischiate con la storia e sono diventate un tutt'uno: versi, poesie e le opere dell'artista Antonio Pace sono diventate magia con lo sfondo del Vesuvio. L'arte che si mescola con l'archeologia, li dove ha avuto inizio la nostra storia, lì dove è nata la meravigliosa Valle del Sarno.

Magia, suoni e tanta cultura per far rivivere un "luogo della memoria", un patrimonio inestimabile che ci connette con le civiltà antiche, fornendo un legame tangibile con la nostra storia, con coloro che hanno creato la nostra terra, la meravigliosa e rigogliosa Valle del Sarno.

Ad allietare la serata, oltre alle tante parole di tantissimi autori presenti, provenienti da tutta la Valle del Sarno, la musica di Francesco Cordiano, presidente dell'associazione Nakkeria, che ha presentato un suo nuovo singolo dedicato alla donna, accompagnato dal suono battente del tamburo, un pezzo che l'autore stesso ha scritto per sensbilizzare la lotta contro il femminicidio. I Menestrelli del Borgo, del maestro Antonio Mancuso che attraverso commistioni e sperimentazione con antichi strumenti ha regalato un momento magico al pubblico. A concludere la serata in musica é stata la straordinaria voce di Gemma Annunziata con una splendida canzone siciliana "Amuri Amuri".

Presente alla serata il presidente dello Scabec Regione Campania, l'ex sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata, fu proprio lui da primo cittadino, insieme alle associazioni a volere fortemente la valorizzazione del Parco Archeologico di Longola e ancora oggi, da presidente dello Scabec, spinge per favorire la crescita e la valorizzazione del sito archeologico di Poggiomarino.

Ad aprire la serata un omaggio di Gerardo Sinatore a Franco Pinto, scomparso qualche settimana fa. Subito dopo tanti gli autori e lettori che si sono susseguiti sul palco: da Pino Lodato a Claudio Gallo, al regista e attore Antonio Avigliano; la scrittrice Palma Piscopo, la docente e scrittrice, Sonia D'Alessio, Maria Teresa Finamore. Il giornalista e attore Gabriele Musco, Maria Teresa Peluso, Maria Giordano, Alfonso Sabba, Giovanni Pelliccia, Imma Giugliano, Luigi Ceglia e Alfonso Squillante.
La partecipazione de Il Quaderno Edizioni, casa editrice di Stefania Spisto, che ha dato voce alle lettrici Imma Giugliano, Lucia Oliva, Marina De Rosa e Rosamaria Mughetto. E la casa editrice Massimiliano Boccia di Nocera Inferiore. 

"E magia di parole a Longola è stata: una sinfonia di voci, suoni, risate, allegria. - dichiara la presidente dell'assoziazione Terramare 3000 Linda Solino - Le narrazioni diverse si sono intrecciate, si sono accostate, si sono interrogate. Per la valorizzazione di un luogo eccezionale di memoria e natura, una location fuori dai soliti schemi, dove ci si era dato convegno per raccontarsi e raccontare, per ascoltare e meditate. Tantissimi gli autori o semplici lettori che hanno voluto confrontarsi attraverso la declamazione enfatica o la lettura semplice. Tanti i musicisti e cantanti che hanno aggiunto le note alle parole, che hanno accompagnato con la presenza scenica, con i suoni, le Parole Cadenti a Longola. E a settembre si continuerà su questa scia. Grazie all'impegno davvero eccezionale di Paride Marazia, grazie a Gerardo Sinatore, a Gabriele Musco, a Gemma Annunziata, a Maria Giordano, a tutti gli autori/autrici, artisti intervenuti, a tutti i volontari di Terramare che con il loro lavoro silenzioso e prezioso continuano ad animare un luogo del cuore come Longola. Si ringrazia il Presidente di Scabec, ed ex sindaco, Leo Annunziata , che con la sua presenza discreta ha contribuito a ricordare la creazione del Parco e a rinnovare il suo impegno".

La serata si è conclusa con una degustazione di bruschette sotto le stelle, con l'assaggio di buon vino locale.

Il sito archeologico di Longola

Il Parco Archeologico di Longola fu scoperto casualmente nel 2000, durante i lavori per la costruzione del depuratore. Le successive indagini condotte dal Parco Archeologico di Pompei hanno consentito di mettere in luce un insediamento perifluviale in ambiente umido, frequentato dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C. Il sistema insediativo, per il quale si possono istituire confronti etnografici con Marche-Arab (Iraq) e Ganviè (Benin), è costituito da isolotti artificiali circondati da un sistema di canali di varie dimensioni. Sulle aree in asciutto sorgevano le capanne in materiale deperibile, diverse per orientamento, forma (rettangolare o absidata) e per articolazione degli spazi interni, mentre i canali permettevano gli spostamenti interni e verso l’esterno.

Fin dall’età del Ferro il sito si caratterizza per la presenza di aree destinate ad attività artigianali, con maestranze specializzate nella lavorazione di metallo, osso, pasta vitrea ed ambra, e si configura quindi come un importante centro di produzione e di scambio di manufatti. La posizione strategica di cui godeva, ben collegata sia con le vicine aree interne sia con la costa, e il rinvenimento di una darsena e di tre piroghe ne confermano il coinvolgimento nella rete di contatti che si snodava lungo la valle del Sarno fra Età del Bronzo ed Età del Ferro.

L’elemento acquatico ha caratterizzato la vita del villaggio in tutte le sue fasi di vita e ha consentito anche la conservazione di numerosi materiali deperibili che costituiscono un eccezionale dossier archeologico e contribuiscono a fare di Poggiomarino un sito unico nel suo genere in Italia meridionale: esso colma un’importante lacuna sul popolamento della valle del Sarno, finora documentata soprattutto da contesti funerari, contribuendo in modo significativo alla ricostruzione delle dinamiche insediative nelle fasi che hanno preceduto la nascita di Pompei.

Il sito di Longola, di competenza del Parco Archeologico di Pompei, è gestito dal Comune di Poggiomarino.

 

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