Nel solco della memoria storica e dell’impegno civile, l’Università degli Studi di Salerno promuove un’iniziativa di alto profilo culturale dedicata a una delle figure più significative dell’Italia del Novecento: Giovanni Amendola. Martedì 14 aprile 2026, alle ore 10:00, presso la Biblioteca “E.R. Caianiello”, sarà infatti inaugurata una mostra documentaria che intende restituire al pubblico la complessità intellettuale e il coraggio politico dell’antifascista liberale.
Attraverso una selezione di materiali provenienti dal Fondo Locatelli dell’Ateneo, l’esposizione offre un percorso immersivo tra documenti, scritti e testimonianze che delineano il profilo di Amendola non solo come uomo politico, ma anche come pensatore rigoroso e voce critica in un’epoca segnata da profonde trasformazioni. La mostra si configura così come uno spazio di dialogo tra passato e presente, capace di interrogare il visitatore sui temi sempre attuali della libertà, della responsabilità e della partecipazione democratica.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio momento di riflessione culturale che culmina nella presentazione del volume di Antonio Carioti, dedicato alla vita e all’impegno politico di Amendola. Il libro diventa occasione per riaprire il dibattito su una figura spesso evocata ma non sempre approfondita nella sua reale portata storica e morale.
Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del Rettore Virgilio D’Antonio e della coordinatrice del Sistema Bibliotecario di Ateneo, Maria Rosaria Califano. Seguirà un dialogo con l’autore, animato dagli interventi di Carmine Pinto e Vincenzo Salerno, che guideranno il pubblico in un confronto critico sui contenuti del volume e sul contesto storico di riferimento.
Il progetto espositivo, curato da Viviana Polese e Maria Olmina Pagano, si propone come un’occasione preziosa non solo per la comunità accademica, ma anche per il territorio, riaffermando il ruolo delle istituzioni culturali come presidi di memoria e strumenti di crescita civile. In un tempo in cui il rapporto con la storia appare sempre più fragile, iniziative come questa contribuiscono a ricostruire un legame consapevole con il passato, restituendo voce a chi ha saputo difendere, anche a costo della propria vita, i valori fondamentali della democrazia.


