SARNO. Bollette inevase e distacco del contatore, ma i “debiti” riguardano case disabitate e addirittura un contatore distrutto nella frana del 1998. Inevitabilmente, una cittadina infuriata denuncia la Gori. La ditta, fingendo di dover effettuare la lettura del contatore, nelle scorse settimane ha dato il via al distacco del misuratore privandolo della fornitura d'acqua, bene primario anche in considerazioni delle gravi condizioni di salute in cui versa, in quanto sarebbe risultata morosa nei confronti della società Gori. Una questione incresciosa quella avvenuta a Sarno, tanto che la malcapitata ha denunciato la ditta che gestisce il servizio idrico in Campania. In realtà, presso il domicilio della denunciante sono state inoltrate diverse bollette dalla Gori relative ad almeno tre contatori, per cui la donna non era messa nella condizione di sapere quali di quelle pagare. Pertanto, successivamente al distacco del misuratore si è rivolta all'avvocato Luisa Esposito per richiedere chiarimenti circa le utenze per le quali la Gori pretendeva il pagamento di somme anche molto risalenti nel tempo. Il legale, ben presto si è resa conto che una delle utenze contestate era inesistente da oltre 15 anni, in quanto asservita ad un fondo sito in Sarno alla via Sant'Eramo che fu travolto dai tragici eventi franosi del 5 maggio 1998 e con esso il relativo misuratore. Inoltre, è emersa un'altra anomalia: una delle utenze contestate, intestata al coniuge deceduto della donna, è relativa a presunti consumi d'acqua in realtà inesistenti in quanto riferiti ad un immobile disabitato da circa quarant'anni e sfornito di utenza idrica. Insomma, la Gori gli avrebbe addebitato consumi mai fatti e relativi anche a periodi recenti che non potevano essere rilevati in alcun modo, in quanto i misuratori non esistevano. Nemmeno dopo la segnalazione del legale però, la situazione si è risolta: i tecnici Gori infatti, avrebbero dovuto sospendere ogni ed ulteriore emissione di fatture provvedendo a stornare le precedenti fatture emesse. Invece, la “vessazione” continua e quindi la donna ha deciso di denunciare la società.


