Tutela San Marzano Dop: battaglia bipartisan

22 Febbraio 2016 Author :  

Fronte comune di diversi sindaci, istituzioni, imprenditori e Coldiretti a tutela del pomodoro san Marzano Dop. No alla creazione di una Igp San Marzano, si all'allargamento della tutela della dop al prodotto fresco e stretta normativa per scongiurare "scippi" di un prodotto di eccellenza penalizzato dal falso Made in Italy. Ã quanto emerso oggi, a Salerno, nel corso di un incontro promosso da Coldiretti con i sindaci dei 41 comuni dell'area San Marzano, il presidente della Provincia, della Camera di Commercio, la senatrice Angelica Saggese, componente della Commissione Agricoltura e il Consorzio di Tutela Dop San Marzano. "L'attacco al San Marzano è un attacco al Made in Italy - ha affermato il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio - se teniamo conto che il cibo italiano è raddoppiato all'estero negli ultimi 10 anni e il pomodoro ha fatto registrare un +88%, si tratta di un duro attacco alla nostra economia. Coldiretti ha chiesto ai Comuni di adottare una delibera per promuovere l'estensione della denominazione di origine protetta al fresco e di opporsi a tentativi di dequalificare la dop con proposte fantasiose di una igp del San Marzano, che andrebbe a svilire il grande lavoro fatto finora''. ''Il San Marzano - continua Sangiorgio - è l'unica opportunità per creare una traiettoria di visione, sviluppo identitario e di immagine positiva dei nostri territori, e che consente di fare reddito anche su superfici ridotte". E sull'affermazione della Ue che il San Marzano possa essere prodotto fuori dall'area Dop, Coldiretti afferma: "I regolamenti sono scritti da uomini che rappresentano territori e non da lobby". Sono 6548 le aziende che operano nella filiera del pomodoro per una produzione stimata di circa 113 mila quintali, trasformata in prodotto finito per 44300 quintali. La zona di produzione è di 5531 ettari, di cui 344 ettari a pomodoro da industria. La superficie a san Marzano è pari a 144 ettari con 400 coltivatori certificati. La "battaglia" di identità portata avanti da Coldiretti è stata condivisa dai sindaci e dal consorzio di Tutela Pomodoro San Marzano che ha approvato l'estensione al fresco della dop. L'idea è stata condivisa anche da numerosi imprenditori conservieri presenti all'incontro. Ribadita anche la necessità di una "stretta" normativa sul cosiddetto Italian sounding, un falso made in Italy che penalizza fortemente le imprese dell'area di produzione del San Marzano dop, soprattutto all'estero, dove prodotto non certificato viene "spacciato" e venduto per prodotto a denominazione protetta con gravi ripercussioni economiche per il territorio.

5 STELLE - "I consumatori non vanno tratti in inganno, occorre salvaguardare la specificità del pomodoro San Marzano Dop". Gennaro Saiello, consigliere del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Attività produttive, ha depositato un'interrogazione a risposta scritta, indirizzata al presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, e all'assessore regionale alle Attività produttive, Amedeo Lepore, per chiedere "cosa intendano fare per tutelare i produttori italiani e i consumatori tratti in inganno". "In Belgio stanno coltivando e producendo il pomodoro San Marzano, prodotto Dop della Campania - afferma - Eppure l'Unione Europa adesso non sembra essere tanto attenta alla difesa e alla tutela del territorio e ritiene, almeno secondo il commissario Hogan, che questa varietà di produttori italiani e può essere coltivata al di fuori dell'area geografica delimitata". "Fa bene la Coldiretti Campania, di cui condividiamo le preoccupazioni, a sollevare nuovamente la questione - sottolinea - e a parlare di battaglia dal valore economico e simbolico e che non si può consentire che si rubi il nome di un'eccellenza campana". "Occorre evitare ogni rischio di confusione e salvaguardare un'eccellenza agroalimentare come il San Marzano, pomodoro che rientra anche negli ingredienti per la pizza napoletana - aggiunge - L'Italia avrebbe dovuto allertare le autorità belghe in merito alla questione". "Con la nostra interrogazione, chiediamo a Palazzo Santa Lucia cosa intende fare - conclude Saiello - se vuole attivarsi in prima persona per la tutela del San Marzano Dop e quali sono le misure che intende mettere in campo per salvaguardare l'economia campana dai continui attacchi ai propri prodotti Dop".

ACERRA - Il sindaco di ACERRA (Napoli), Raffaele Lettieri, ha espresso la propria contrarietà al declassamento del pomodoro San Marzano, da Dop a Igp, annunciando iniziative deliberative per salvaguardare ''il sistema economico che sta alla base della produzione''. Lettieri ha anche proposto l'estensione della specificità al prodotto fresco, nel corso del confronto istituzionale, presso la Provincia di Salerno, tra Amministratori locali, produttori agricoli, esponenti della Coldiretti e la Senatrice Saggese, per esprimere il sostegno alla filiera della produzione del Pomodoro San Marzano Dop. Il sindaco, sottolineando che dei 140 ettari di produzione di tutto il Consorzio Dop del Pomodoro, ben 62 ettari sono coltivati nel territorio del Comune di ACERRA, ha affermato che ai produttori acerrani dovrebbe essere riconosciuto il ''giusto peso'' nell'ente di tutela. ''Declassare il San Marzano - ha spiegato Lettieri - potrebbe significare pregiudicare il settore agroalimentare tutto, il particolare, il valore e specificità di questo prodotto''. L'Amministrazione comunale di ACERRA, si legge in una nota, si è anche fatta promotrice, seguendo le indicazioni provenienti dal mondo della produzione agricola, di una precisa richiesta alla Unione Europea perché sia garantito il rispetto del Regolamento n.1151 del 2012 che chiarisce che non sono possibili indicazioni di etichetta che traggano in inganno i consumatori.

 

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