Scafati. Devastato da ignoti l'immobile confiscato al clan Sorrentino. Sottratto alla camorra e "consegnato" ai ladri: l'immobile sito in via Aquino fu confiscato quasi venti anni fa alla famiglia dei "campagnuoli" e di seguito affidato al Comune di Scafati per essere valorizzato. Da tempo però è stato abbandonato e non è stato avviato alcun programma di riconversione o utilizzo per fini sociali, come previsto dalle leggi in materia di beni sottratti alla malavita. La palazzina a due piani è stata saccheggiata dai ladri che non si sono arresi dinanzi agli accessi che erano stati murati, si sono introdotti nella struttura abbattendo le mura, tutto sarebbe accaduto la settimana scorsa. I ladri, una volta entrati, nell'immobile confiscato hanno portato via tutto il possibile, dai cavi elettrici agli infissi in ferro, persino le cornici in marmo delle finestre sono state portate via. Le tubature in rame sia dell'impianto idraulico che dell'impianto di riscaldamento sono state divelte dalle mura e probabilmente rivenduti . L'amministrazione comunale, responsabile della custodia del bene, se ne sarebbe accorta solo durante la giornata di martedì, prima attraverso un sopralluogo della polizia municipale e poi con l'accesso nella struttura da parte di un responsabile dell'ufficio patrimonio che ha relazionato l'accaduto. Immediatamente dopo il sopralluogo si è provveduto alla chiusura del cancello di entrata chiudendolo con un catenaccio e sono state avviate le procedure affinché una ditta provveda a murare di nuovo gli accessi. La confisca di un bene ad un clan e la consegna al Comune da parte dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati al fine di essere rivalutato socialmente, dovrebbe essere parte integrante di un segnale forte che lo Stato lancia alla società, l'abbandono e il degrado di questi beni è un campanello d'allarme che sa di sconfitta sia per l'amministrazione che per la comunità.
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