Ecco il testo integrale dell'interrogazione:
Oggetto: situazione dell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti sito in Scafati Via Galileo Ferraris 19 gestito dalla Società Helios
I sottoscritti Consiglieri regionali, Michele Cammarano e Vincenzo Viglione, ai sensi dell’articolo 124 del Regolamento interno del Consiglio regionale, rivolge formale interrogazione per la quale richiede risposta scritta nei termini di legge, sulla materia in oggetto.
Premesso che: a) con decreto dirigenziale n. 211 del 21 ottobre 2011, emesso dal dirigente preposto al Settore provinciale, ecologia, tutela dell’ambiente, disinquinamento e protezione civile di Salerno, è stata rilasciata l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ubicato in via Galileo Ferraris n. 19 (ex via delle Industrie) nel Comune di Scafati (Sa), in favore della società L’Igiene Urbana s.r.l., ai sensi dell’articolo 208 del decreto legislativo n. 152 del 2006, nel 2013 volturata in favore della ditta Helios s.r.l. avente sede legale presso l’impianto; b) con decreto dirigenziale n. 2 del 12 gennaio 2015, la ditta Helios s.r.l. è stata autorizzata all’ampliamento dell’impianto autorizzato ed esistente di stoccaggio e recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con modifica delle quantità stoccate e trattate; c) in merito al suddetto ampliamento, l’Unità operativa dirigenziale Valutazioni Ambientali e Autorità Ambientali ha ritenuto non necessaria la procedura di VIA, prescrivendo la realizzazione di un’indagine fonometrica in corso di esercizio e la verifica di conformità delle indagini di caratterizzazione effettuate con quanto disposto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 796 del 9 giugno 2014 in materia di aree incluse in zone ex SIN; d) l’impianto, situato in zona PIP a pochissima distanza dalle abitazioni, da anni crea notevoli disagi ai residenti a causa di odori nauseabondi e fastidi acustici che rendono la zona invivibile e costituiscono un pericolo per la salute pubblica; e) i cittadini hanno documentato la frequente fuoriuscita di percolato dagli autocompattatori sporgendo denuncia anche presso la Procura della Repubblica; f) nel mese di luglio 2016, la polizia municipale ha proceduto al sequestro di alcuni autocompattatori e il 21 luglio si è svolto un sopralluogo dei Carabinieri del NOE, cui sono seguiti controlli da parte dell’ARPAC; g) a oggi la situazione resta fortemente critica e sta crescendo l’esasperazione dei residenti; considerato che: a) l’articolo 177, comma 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006 dispone che: “I rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare: a) senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonche’ per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori o odori c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente”; b) l’impianto gestisce anche rifiuti pericolosi per cui eventuali irregolarità possono essere fonte di danno alla salute pubblica; c) dalla documentazione esaminata si evince che le acque reflue confluiscono direttamente in fognatura, ma la zona PIP su cui è ubicato l’impianto non risulta dotata di adeguate fognature confluenti presso il depuratore; d) il controllo delle emissioni in atmosfera, secondo il decreto dirigenziale autorizzativo, è effettuato annualmente; Tutto ciò premesso e considerato, interroga la Giunta regionale al fine di sapere 1. quali e quanti controlli siano stati effettuati dall’ARPAC per verificare il corretto funzionamento dell’impianto e l’attendibilità della documentazione fornita in sede autorizzativa e se tali controlli abbiano permesso di individuare le cause delle problematiche di odori e rumori denunciate dai cittadini; 2. quale sia la provenienza dei rifiuti stoccati e trattati presso l’impianto; 3. se siano rispettate le tempistiche massime consentite e le condizioni di sicurezza per lo stoccaggio delle differenti tipologie di rifiuti, senza superare la quantità massima consentita di rifiuti stoccabili in ogni momento; 4. se ritiene adeguata la frequenza del controllo delle emissioni in atmosfera stabilita nel decreto autorizzativo dell’impianto; 5. quale sia il sistema di trattamento attuato per le acque reflue, per quelle di lavaggio e di prima pioggia; 6. quali siano le azioni che la Giunta regionale, d’intesa con l’amministrazione locale e in sinergia con gli enti preposti, intende adottare per salvaguardare la salute dei cittadini residenti nella suddetta area.
Michele Cammarano
Vincenzo Viglione


