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Sarno, Agovino: "La doppia faccia di Canfora: no al biogas ma sì al compostaggio con De luca”

06 Ottobre 2016 Author :  

“Ma quante facce ha Canfora? Da una parte dice di essere contrario al Biogas, dall'altra promuove un impianto di compostaggio per la produzione di energia facendo depositare umido e rifiuti provenienti da differenti comuni, in un area agricola “ da tutelare “ secondo il P.U.C. di Sarno. Sta togliendo spazio per i campi della coltivazione del pomodoro San Marzano, sta facendo scappare le aziende del Pip di via Ingegno, sta mettendo ulteriormente in ginocchio la nostra città con l'ennesimo, paventato, rischio alla salute pubblica”: è con queste motivazioni che il consigliere comunale Giuseppe Agovino, capogruppo di Forza Italia, ha presentato un'interrogazione rivolta al sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, agli assessori al ramo Emilia Esposito e Dea Squillante e al segretario generale.
Nel mirino di Agovino c'è la realizzazione di un impianto di compostaggio a servizio dei comuni di Sarno, Pagani, San Marzano sul Sarno e San Valentino Torio. “Il sindaco Canfora ha dichiarato di essere contrario agli impianti di biogas di Foce, addossando alla passata amministrazione le responsabilità per la loro realizzazione – spiega Agovino – ma poi, lo stesso, si fa promotore di un impianto di compostaggio, per dare valore all’energia intrinseca della Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) nei pressi del casello autostradale a ridosso dell’ospedale 'Martiri del Villa Malta'. Nella relazione si legge che quell'area è facilmente accessibile e, in base al nuovo Puc, rientra tra quelle che possono essere trasformate sebbene sia nata come agricola. Inoltre si legge che 'il sito risulta ricadere fuori dal centro abitato'. Una questione su cui ci sarebbe molto da discutere”.
Agovino fa presente anche che la decisione di realizzare un impianto di compostaggio sia stata presa dalla Giunta Canfora in piena autonomia senza tener conto del fatto che “è stata istituita una consulta dell'agricoltura ma che in questo frangente, non è stato chiesto il parere di quella consulta in alcun modo” spiega Agovino “Eppure la zona individuata non è industriale-produttiva ma una zona agricola . Insomma, sulla possibilità di trasformazione, da parte dell'ente, c'è stato un approccio quanto meno “imbarazzante”. Secondo me, in base alle caratteristiche tecniche della trasformazione presentate nel Puc, non sussiste nell’ambito, la destinazione urbanistica consentita per un sito di compostaggio e biogas. L’ insediamento di questo sito di compostaggio comporta una variante allo strumento urbanistico in Consiglio Comunale”. Del resto “l'individuazione del sito di compostaggio non rispetta gli obiettivi dell’ambito di trasformazione”.
Per Agovino, la realizzazione di quell'impianto comporta anche problemi da un punto di vista idrico, della falda acquifera e in merito al rischio ambientale tutt'altro che remoto. “Allora mi chiedo: quante facce ha Canfora? Come può accettare il “sì” ad un impianto di compostaggio e poi professarsi contrario al biogas a Foce? Devono chiarire come mai questa decisione è stata deliberata in giunta con le assenze importanti del sindaco , dell’assessore all’urbanistica e dell’assessore all’agricoltura , col placet dell’assessore all’ambiente e che dovrebbe essere a conoscenza che il nostro strumento urbanistico rubrica l’area individuata, non come industriale-produttiva ma come zona agricola facente parte de “la città da tutelare”. Devono dirci chi darà rassicurazioni alla popolazione della corretta raccolta differenziata degli altri comuni, che verranno a sversare i rifiuti nel nostro territorio? Perché non viene valutata la possibilità di reperimento in altri comuni che siano dotati di idonee aree industriali-produttive?”.
Agovino poi conclude: “Queste scelte, stanno a sottolineare una illogicità del modo di amministrare di Canfora che con la sua doppia faccia, sta prendendo in giro i cittadini esponendoli all'ennesimo rischio ambientale. Faccio leva sul buon senso dei consiglieri che possono, col proprio voto contrario, nell’assise comunale, mettere fine a questa barbarie che si vuole perpetrare a danno del nostro territorio. Basta, siamo stanchi di essere amministrati da un burattino nelle mani del governatore De Luca” conclude Giuseppe Agovino.

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