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Asse tra clan a Scafati e Castellammare: estorsioni a megastore e Bingo, poi appalti con i politici complici

16 Dicembre 2016 Author :  

Estorsioni, usura, società create ad hoc per ottenere appalti. Con queste accuse ieri mattina sono state eseguite 16 ordinanze restrittive. Una vasta operazione che ha visto l’impiego di oltre 100 carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno nell’Agro Nocerino – Sarnese. Le ordinanze eseguite all’alba di sono state emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti dei 6 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “estorsione”, “usura” lesioni personali” e “trasferimento fraudolento di valori” tutti aggravati dal metodo mafioso ovvero dalle finalità di agevolare sodalizi di tipo mafioso.
I particolari dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina dal Procuratore Capo Corrado Lembo alla presenza del magistrato Russo e dei vertici dell’Arma dei Carabinieri e del Gico della Guardia di finanza che ha collaborato nelle indagini. Un’indagine che vede il riproporsi di vecchi scenari oltre alla penetrazione di clan stabiesi nel territorio dell’Agro nocerino Sarnese.

I GRUPPI - Sono accusati di associazione per delinquere di stampo camorristico del cosiddetto gruppo Ridosso/Acerrani: Roberto Cenatiempo (già indagato nell'inchiesta che riguarda la politica e la camorra scafatese), Francesco Nocera, Gaetano Criscuolo, Antonio Savino, Mario e Pasquale DÌ Fiore, Giuseppe Dibrio, Michele Imparato, Giovanni Messina, Antonio Palma e Giuseppe Ricco. Questo gruppo aveva come fine diverse estorsione ad imprenditori dell’Agro nocerino soprattutto nel settore dei videopoker e programmare ed eseguire omicidi, attiva fino al 2005. Dal 2005 ad oggi agisce autonomamente il clan Loreto Ridosso, formato da Pasquale Loreto, il figlio Alfonso, i vari Ridosso, Cenatiempo, Francesco Paolo D’Aniello, Giovanni Vincenzo Immediato e Andrea Spinelli.

L'ACCORDO CON ALIBERTI - Questo secondo gruppo stipulerà una accordo con i Cesarano di Castellammare di Stabia. Era attivo nelle estorsioni attraverso le ditte di pulizia imposte ad imprenditori dell’industria conserviera, a programmare omicidi contro il clan Tammaaro/Di lauro/Muollo. a conseguire appalti pubblici grazie all’appoggio elettorale dato al sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti nel 2013 e alla moglie, Monica Paolino, nell’elezione al consiglio regionale della Campania. Per armi sono indagati i due Loreto e i Ridossi e Rosalia Ciotti. Di estorsione sono accusati i Loreto e ì Ridosso, Cenatiempo, Spinelli, Esposito, Cascone, Di martino, Cesarano, Antonio e Francesco Matrone, Fiorentino Di Maio, Vincenzo Pisacane e D’Aniello. Di Usura sono accusati Alfonso Morello (con Alfonso Loreto anche di estorsione per recuperare il profitto dell’usura stessa. Di concorso in fraudolento trasferimento di valori sono accusati e di impiego di capitali provenienti da attività illecite Alfonso Loreto, Luigi Ridosso del 1986 e Gennaro Ridosso, Giovanna Barchiesi, Giuseppina Casciello, Cenatiempo, Giacomo Casciello, Mario Sabatino e Giovanni Vincenzo Immediato. Giuseppe e Alfonso Morello sono anche accusati di abusivo esercizio di attività bancaria e di impiego di capitali provenienti da attività illecite.

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