Taurania Revenge, chiesti oltre 200 anni di carcere ai pusher di Pagani, Nocera, S. Valentino e S: Egidio
Taurania Revenge, oltre duecento anni di carcere per il giro di droga alla Lamia: così la procura antimafia di Salerno, rappresentata in aula dal pubblico ministero Vincenzo Montemurro, ha chiuso la requisitoria in primo grado. Imputati, alfieri e capi del clan Fezza-Petrosino D’Auria, egemone secondo la Procura fin dal 2004, a partire dal primo processo, non a caso ribattezzato semplicemente “Taurania”. I complessivi 222 anni di carcere chiesti dall’accusa sono divisi per importanza e cariche nell’organizzazione, con 23 anni chiesti per il capo Antonio Petrosino D’Auria. Subito dietro c’è Francesco Fezza, con la richiesta di 21 anni di reclusione, anche lui figlio di un boss, in questo caso “O’ furmaggiaro” Tommaso Fezza, con vent’anni di cella chiesti per i capicosca appaltatori Salvatore Pepe e Carmine Barone, 16 anni per i colonnelli Vincenzo Confessore e Andrea De Vivo, 14 anni per Gennaro Napolano, 6 anni per Domenico Abagnara, Francesco Desiderio e Carmela Santina Esposito, 4 anni per Enrico Paone, Pasquale Rondino, Gerardo Pepe e Domenico Sele, 12 per Michele Pisciotta e Mirko Villani, 6 anni per Gaetano Perrotta e Omar Rguibi, di San Valentino, coinvolto dopo in apologia del terrorismo e 12 anni per Mario D’Elia, esponente delle gang della droga a Nocera Inferiore.

