La sentenza
I giudici della Corte di Assise di Appello (presidente Francesco Verdoliva, a latere e relatore Francesco Siano) nell’emettere la sentenza hanno concesso le attenuanti generiche e la minima partecipazione al fatto insieme Lima, inoltre, sono stati esclusi la preterintenzione e i futili motivi.
Il racconto choc in aula
Vincenza Dipino raccontò di essere stata costretta da Giuseppe Lima (arrestato quasi due anni dopo e per il quale a fine marzo è in programma l’udienza dinanzi al Gup) a caricarsi di tutte le responsabilità di quanto accaduto. Una pressione psicologica che alla fine ha indotto la donna a vestire i panni del reo confesso. Patrizia fu uccisa in serata poco dopo il suo rientro a casa. Alla base della litigata sfociata in aggressione e poi in omicidio vi era l’aver sorpreso il suo compagno a letto con la Dipino. Nacque una litigata che sfociò nell’omicidio di Patrizia. Successivamte vi fu l’occultamento del cadavere nella cassapanca. Fu Giuseppe ad avvisare un impiegato del Comune della morte della donna.


