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Salerno. Fondi Asl, 34 nel mirino per abuso e peculato

24 Marzo 2018 Author :  

Avrebbero gestito i fondi dell’Asl destinati ai centri convenzionati dalla Regione Campania e regolati dalla disciplina dei “tetti di spesa” a proprio piacimento, ricavandone vantaggi personali e arrecando, di conseguenza, danni alla pubblica amministrazione in parte già quantificati. In più avrebbero consentito ad alcuni tra i diversi centri di riabilitazione individuati di fare il bello e il cattivo tempo facendo risultare come avvenute prestazioni terapeutiche su pazienti disabili in realtà mai erogate. 

Asl, l'inchiesta

E, ancora, avrebbero spalancato le porte al mercato dei decreti ingiuntivi contro l’Asl (uno dei «mestieri più antichi» nelle aziende sanitarie) concordando con i titolari di presunti e/o fasulli crediti di non farvi opposizione in tribunale, aggirando così gli ostacoli della legittimazione ad agire ed incassare montagne di danaro che venivano poi in parte retrocesse a chi favoriva questo andazzo. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro prospettato dal sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello nell’ambito del procedimento penale 10628/15 nei confronti di 34 persone che a breve saranno raggiunte da un voluminoso avviso di conclusione di indagini.

La nota dell'Asl

La Procura di Salerno ha notificato un avviso di garanzia a 34 indagati, fra i quali Amministratori, Commissari Straordinari e Dirigenti, succedutisi dal 2014 al 2016 nella Asl Salerno, nonché ai titolari di alcuni Centri sanitari privati accreditati. Ai predetti si contestano irregolarità in relazione alla determinazione dei tetti di spesa per prestazioni sanitarie erogate da alcuni centri privati accreditati insistenti sul territorio salernitano. Per quanto attiene la posizione dell'attuale Direzione della Asl Salerno, la contestazione riguarderebbe il mancato adeguamento ai criteri dettati dal DCA 85 dell'8.8.2016, in una deliberazione del settembre dello stesso anno. La Direzione Strategica della Asl esprime fiducia nell'operato degli inquirenti ed è sicura di poter chiarire la legittimità del proprio operato. All'uopo rappresenta di essersi insediata fra il 26 luglio ed il 1 agosto del 2016 e che, solo pochi giorni dopo, il Commissario ad Acta ha emanato il citato DCA 85/2016 ed in pochissimo tempo si è, dunque, trovata nella duplice esigenza di adeguarsi alle disposizioni commissariali e di provvedere alla definizione di tutta l'attività svolta dai centri accreditati per l'anno in corso. La Direzione, nel frattempo, ha già attivato le procedure previste dalla vigente normativa nazionale anticorruzione.

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