L'inchiesta
Era lo scorso mese di dicembre quando il Gip del Tribunale di Napoli emise nei confronti del giudice Mario Pagano, un ordinanza di custodia agli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di circa 500 mila euro somma corrispondente al totale delle erogazioni effettuate, nel tempo, dagli imprenditori per le attività corruttive, ed all'ammontare dei finanziamenti indebitamente percepiti. Le ordinanze cautelari furono emesse a carico di sette persone. Ai domiciliari finì anche anche il funzionario giudiziario Nicola Montone. Il divieto di dimora fu notificato agli imprenditori Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco, Giovanni Di Iura e Roberto Leone ed infine obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti del consulente fiscale Antonio Piluso. Secondo il quadro indiziario descritto nell'ordinanza cautelare, Pagano avrebbe "omesso di astenersi" dalle cause in questione "nonostante lo specifico obbligo imposto dalla legge e, prima ancora, adoperandosi perchè tali cause venissero assegnate a lui".ra le utilità che gli sarebbero state corrisposte, A Pagano sarebbero state corrisposte "somme indebite a beneficio della società Polisportiva Rocchese direttamente e comunque per il tramite di congiunti, e, in altri casi, di forniture varie (cucine, impianti di climatizzazione) a beneficio di un agriturismo in Roccapiemonte riferibile allo stesso magistrato (quale contitolare di fatto della società Eremo, proprietaria della struttura) ed a componenti del suo nucleo familiare".

