San Valentino Torio. Sfiduciato il sindaco Strianese, la provincia resta senza Presidente

03 Maggio 2019 Author :  

Seduta deserta anche in seconda convocazione: sfiduciato il sindaco di San Valentino Torio e presidente della Provincia Michele Strianese. La parola passa al Prefetto, che convocherà il consiglio per tentare l'ultima chance, altrimenti si torna alle urne nel piccolo comune dell'agro sarnese-nocerino e in provincia di Salerno. L'amministrazione Strianese finirebbe, con un anno di anticipo il suo mandato se dopo i venti giorni Strianese non recupera i suoi. A firmare la sfiducia 8 consiglieri comunali: Luigi De Vivo, Nunzio Giudice, Teresa Vastola, Massimiliano Russo, Zuottolo Raffaela, Ruggiero Armando, Longobardi Giuseppina e Caldieri Antonella. A questi si è aggiunto il presidente del consiglio comunale Pietro Vastola, figlio d'arte, che non si è presentato in aula dando il definitivo colpo di grazia al sindaco e presidente della provincia Michele Strianese. Strianese eletto quattro anni fa con appena 16 voti di vantaggio dal suo avversario Marco Amatrudo, già all'indomani del voto ha iniziato ad avere i primi problemi con la sua maggioranza, infatti, dopo appena un anno iniziò a perdere pezzi importanti che avevano determinato la sua vittoria: Giordano Alberto, poco dopo fu la volta di Teresa Vastola e Massimiano Russo, due volti storici della politica del piccolo comune dell'agro. A questi dopo qualche anno si è aggiunta la fuoriuscita dalla maggioranza di un altro tassello Caldiero Antonella. Una maggioranza che anno dopo anno si è ridotta e che il sindaco presidente non è stato capace di rimarginare le ferite, nonostante la sua elezione a presidente della provincia. Anzi, è forse proprio questa che ha rotto definitivamente gli equilibri nella già risicata maggioranza. Il dato da sottolineare è che quattro degli otto consiglieri che hanno firmato la sfiducia sono suoi colleghi di partito: Vastola, De Vivo, Caldiero e Ruggiero sono tutt'ora componenti del Pd locale. Dunque, una punizione fatta in casa per il sindaco presidente che non è riuscito nemmeno ad assaporare il doppio incarico comune/provincia che subito è stato buttato giù dalla torre. Già ieri in prima convocazione il sindaco presidente si è rinchiuso nella sua stanza per prendere tempo e tentare l'ultima chance e l'ultimo appello ai suoi alleati, ma a nulla è servito nonostante una sua lettera di invito a votare responsabilmente il bilancio. Ad arrivare a San Valentino Torio anche il segretario provinciale del Pd Luciano ma purtroppo nemmeno questa autorevole presenza è stata incisiva: l'era Strianese si conclude qui. Nelle ultime settimane a complicare il già critico momento della maggioranza Strianese, il caso San Valentino Servizio con la sfiducia al direttore Ettore De Vivo che ha scatenato un vero e proprio terremoto politico con le dimissioni del Cda della partecipata comunale e la consegna delle deleghe al cimitero e al ciclo integrato dei rifiuti del vicesindaco assessore Rosanna Ruggiero. Ma in effetti quello che ha dato il definitivo colpo di grazia è il figlio di Alfonso Vastola, Pietro, volto noto della politica della città degli innamorati.

"Prendiamo atto che la maggioranza politica nata dalle elezioni del maggio 2015 non esiste più. - spiegano i consiglieri di opposizione Teresa Vastola e Massimiliano Russo - Purtroppo il nostro Paese in questi 4 anni non è stato fortunato.
Abbiamo avuto in più occasioni diversità di vedute col Sindaco, che ben potevano essere ricomposte con un poco di buon senso e con un minimo di responsabilità. Purtroppo però la cocciutaggine del primo cittadino, che non ha mai voluto ascoltare me e la dott. ssa Vastola, ha prodotto -ahimè- scarsi risultati sia in termini politico-amministrativo che di miglioramento della vita per i cittadini del nostro territorio. Se il mandato elettorale di questa compagine amministrativa non arriva alla sua naturale conclusione si deve alla mancanza di dialogo, all’assenza di confronto e alla tracotanza di questa maggioranza (divenuta minoranza).
Dispiace che il Consiglio venga sciolto, perché in questi casi perdiamo tutti, ma il fallimento politico dell’amministrazione Strianese è sotto gli occhi di tutti. Fallimentare l'amministrazione Strianese. 4 anni di promesse,  4 anni di mancate realizzazioni 4 anni di inutilizzo di beni comunali (solo ad esempio palazzo Formosa e mercato ortofrutticolo abbandonati).
Non 1 posto di lavoro, non 1 azienda nata per merito della politica, anzi imprenditori andati via dal nostro territorio per assenza di prospettive e di futuro. E chi più ne ha, più ne metta. Ben vengano quindi muove elezioni e ben vengano forze nuove nella vita politica di questo Paese. Spero dunque che nasca un progetto politico nuovo, un progetto che possa entusiasmare i giovani di questa terra, perché noi di giovani abbiamo bisogno, di energie nuove e di forze fresche.
Lo spero vivamente perché credo, nonostante tutto, che questa terra meriti di più, molto di più di quanto prodotto da questa fallimentare compagine amministrativa".

Punto Agro News

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