Suo padre, medico di base di Cava de' Tirreni, e' morto ieri a 63 anni, nell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, dopo essere risultato positivo al coronavirus il 28 marzo scorso. Oggi, la figlia, C.D.P. le sue iniziali, affida ad un post Facebook pubblico le proprie preoccupazioni scrivendo che, "mio padre e' morto e devono ancora farmi il tampone". Una vicenda che la giovane bolla come "una beffa" che si aggiunge al danno della sua perdita. Rivendica, poi, di essere stata "una ragazza responsabile" per essersi tenuta lontana dal papa' nonostante sia "stato molto difficile". "Adesso - aggiunge - penso che avrei potuto rischiare, infrangere le regole per averti potuto riabbracciare un'ultima volta. La mia responsabilita' mi ha salvata e mi ha permesso di poterti venire a salutare adesso". Quello del camice bianco cavese e' il quinto decesso nella cittadina metelliana. Numeri che spingono il sindaco, Vincenzo Servalli, a definire "infausti i giorni che stiamo vivendo", mentre esprime il cordoglio dell'Amministrazione comunale e della citta', "alla famiglia del dottore ed a tutti i medici di base che stanno combattendo in prima linea contro il Covid-19".
La precisazione del sindaco di Cava de’Tirreni Vincenzo Servalli
"In merito alle dichiarazioni riportate sui social della signora Carla De Pisapia, residente a Solofra, alla quale tutta la Città di Cava de' Tirreni si è stretta nel dolore per la perdita del padre, il dottore Antonio, e che sono state riprese dagli organi di stampa, - spiega il sindaco Vincenzo Servalli - si apprende dall’Unità Operativa di prevenzione collettiva Cava de' Tirreni, dell’Asl Salerno, diretta dal dottor Giovanni Baldi, che la figlia del dott. Antonio residente a Cava de’ Tirreni è stata sottoposta al tampone faringeo subito dopo il ricovero del padre, con risultato negativo, ed è in corso il secondo tampone; contestualmente, per quanto riguarda la signora Carla, come da prassi, è stato comunicato all’Asl Avellino, competente per territorio, la composizione del nucleo familiare del dott. Antonio De Pisapia per l’attivazione delle procedure previste per le misure di profilassi. La richiesta di tampone per il defunto dott. De Pisapia è stata presentata il 24 marzo. Il dottore è stato ricoverato il 27 marzo con esito del tampone positivo. Pertanto è sbagliata la notizia relativa a sei giorni trascorsi in attesa di tampone. Ulteriori notizie false, che creino allarmi infondati nella pubblica opinione, già scossa dalla situazione che stiamo vivendo, così come commenti offensivi e diffamatori, saranno oggetto di denuncia alla Autorità Giudiziaria".


