Sarno. Via libera della Regione all'impianto di rifiuti di Agovino, Canfora precisa: "L'azienda rimarrà chiusa"

09 Aprile 2020 Author :  

La Regione Campania da il via libera all'impianto di rifiuti di Agovino “La autorizzazioni sono a norma di legge”, beffato il Comune di Sarno e i cittadini. A seguito del vasto incendio divampatosi in uno dei depositi della Prt di via Ingegno, azienda leader del settore dei rifiuti, il primo cittadino di Sarno Giuseppe Canfora aveva ordinato la sospensione delle attività della ditta della famiglia dell’imprenditore Pasquale Agovino. Imposizione, però, revocata dalla Regione Campania che con un decreto dirigenziale ha autorizzato la riapertura dell’impianto di produzione della Prt, appena poche settimane dopo il verificarsi del rogo che ha mandato in fumo tonnellate di rifiuti. Per tale ragione, il 1 aprile scorso, il sindaco di Sarno con una nota indirizzata alla Direzione generale del ciclo integrato dei Rifiuti della Regione Campania, all’Arpac, ai Nucleo ecologico dei Carabinieri e al Comando di Vigili del Fuoco di Salerno chiedeva l’immediata verifica delle autorizzazioni rilasciate alla Prt e della quantità dei rifiuti stoccati nei capannoni siti a poche centinaia di metri dall'Ospedale di Sarno e da numerosi nuclei residenziali, tra cui anche una scuola elementare. A pochi giorni dall'interrogazione del Sindaco Giuseppe Canfora, il Dirigente regionale Antonio Barretta ha fornito un responso “Le attività di controllo dell’Arpac non hanno evidenziato il mancato rispetto delle prescrizioni. Per quanto riguarda la quantità di rifiuti stoccati dalla Prt si è provveduto ad richiedere l’accertamento alla stessa Arpac" ha a scritto il funzionario. Ed inoltre, è stato specificato che "In relazione alle attività della Prt, sono state acquisiti i pareri favorevoli degli enti di competenza, tra cui lo stesso Comune di Sarno". Ed infine "Lo stabilimento produttivo, non colpito dall'incendio, è fornito di ingresso indipendente che ne consente l’utilizzo". Quindi la Prt è autorizzata a riprendere l’attività nel suo impianto principale capace di trattare 370 tonnellate di rifiuti al giorno. I residenti della zona non ci stanno, ed hanno già annunciato battaglia contro tali provvedimenti della Regione, oramai esausti dagli odori nauseabondi provenienti dall'area Pip di Sarno. Mentre gli esponenti locali del Movimento 5 stelle hanno chiesto l'intervento sulla vicenda del Ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

IL SINDACO CANFORA: LA PRT RIMARRA' CHIUSA

L'attività della PRT s.p.a.  rimarrà ancora sospesa, in quanto l'ordinanza di chiusura sindacale è ancora valida ed efficace e prevede la riapertura dell'azienda, solo se acquisirà valida documentazione antincendio e dopo l'effettuazione di sopralluoghi, tesi a verificare le condizioni di sicurezza ed il rispetto delle autorizzazioni regionali.

Anche l'ufficio della Regione Campania competente per le autorizzazioni, su sollecitazione del Comune di Sarno e del Sindaco, ha disposto una serie di ulteriori controlli, delegando i Carabinieri del Noe e l'Arpac. Non sono ancora pervenuti i risultati. L'ufficio Ambiente Comunale dovrà provvedere a sua volta a tali sopralluoghi.

La comunicazione della Regione Campania rivolta alla PRT non aveva natura di Decreto Autorizzatorio ma si limitava ad indicare le modalità attuative, per una eventuale ripresa delle attività, senza l'uso dei due capannoni, in quanto uno è stato sequestrato dalla magistratura, l'altro non può essere utilizzato in virtù di altra ordinanza del Sindaco, perchè deve essere bonificato per la presenza di amianto. Il parere dell'Arpac si riferiva a tale modalità ma le questioni poste dall'amministrazione comunale hanno una portata più ampia, come è stato successivamente riconosciuto dalla Regione.

Il Dirigente della Regione Campania ha riconosciuto comunque il potere del Sindaco di agire ai sensi dell'art. 127 r.d. 1931 n. 773, citato nelle risposte, e quindi anche dell'art. 50 del T.U.E.L. per la tutela della sicurezza dei cittadini.

Alla data di oggi avverso tale ordinanza non è stato proposto alcun ricorso per cui la riapertura comporterebbe l'applicazione dell'art. 650 Codice Penale.

L'amministrazione non intende perseguitare nessuno ma ha solo a cuore la tutela dell'ambiente e la sicurezza e la salute dei cittadini, soprattutto dei residenti e degli stessi dipendenti.

Punto Agro News

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