Giuseppe Canfora non è più il Sindaco di Sarno, ieri la presa d'atto del consiglio comunale che ha sancito la fine di un'era. Dopo circa 9 anni da Sindaco della città dei Sarrasti, è stata una condanna definitiva per tentata concussione, all' epoca dei fatti presidente della provincia di Salerno, a fermare il medico di Sarno e non fargli concludere il secondo mandato consecutivo.
Canfora tre volte primo cittadino di Sarno, per ben due volte non è riuscito a concludere il mandato da sindaco: nel 2003 tradito dalla sua stessa maggioranza fu sfiduciato. Dopo anni di assenza dalla politica il ritorno nel 2014 fu premiato dall' elettorato e divenne nuovamente sindaco, così dopo 5 anni da sindaco e 4 da presidente della provincia di Salerno, nel 2019 si ripresentò all' elettorato e rieletto con una coalizione di centrosinistra, ora invece è stata la giustizia a non permettere al dottore Giuseppe Canfora di concludere il mandato.
Nella seduta di consiglio comunale, ieri in seconda convocazione, visto che la prima convocazione era stata deserta dalla maggioranza, l' intero consiglio comunale, all' unanimità ha votato la presa d'atto per la decadenza definitiva, dopo la nota inviata dal Prefetto il 21 settembre scorso.
Un consiglio comunale iniziato e finito tra le polemiche con l' opposizione che ha attaccato la maggioranza. In particolare quello che non è andato giù alle opposizioni è stata l' assenza della maggioranza al primo consiglio comunalen ma anche l'assenza dell'ormai ex sindaco Giuseppe Canfora.
Inizia l'era Viscardi
Intanto, inizia ufficialmente l'era del sindaco facente funzioni Eutilia Viscardi, traghettatrice fino alle prossime elezioni amministrative della primavera prossima. Prima di chiudere la seduta del consiglio proprio la Viscardi ha salutato l' assise:
"Non è certamente una bella giornata, al di là di ogni cosa Peppe Canfora è una persona per bene a cui voglio bene. - dichiara la Viscardi - Quanto a me avrò ulteriori responsabilità che gestirò come ho sempre fatto in nove anni, con impegno e trasparenza, coinvolgendo maggioranza ed opposizione, stando vicina a tutti i cittadini indipendentemente da cosa votano o hanno votato. Ci sono problemi urgenti da affrontare che toccano la quotidianità come le cedole librarie, la manutenzione, opere PNRR da portare a termine, la De Amicis, le opere sui beni confiscati. A fine mese avvieremo la nuova raccolta differenziata. Non amo le polemiche e ribadisco di essere sempre stata autonoma, indipendente, trasparente e vicina a tutti. Il Sindaco conosce bene il mio carattere, lavoriamo da 9 anni insieme. Sicuramente c'erano altre persone più degne di me ma io cercherò di fare il mio meglio".
Ma a dare battaglia in aula è stata l'opposizione
"La presa d'atto del consiglio comunale è l'epilogo di una brutta pagina della storia della città di Sarno. - dichiara il consigliere comunale di opposizione Giovanni Montoro - Soprattutto perché la città adesso non ha più un sindaco ed il consiglio comunale ha dato una rappresentazione del tutto vergognosa nel rispetto delle istituzioni. La mancata presentazione in prima convocazione da parte dei consigli della maggioranza, denota un mancato rispetto dell'istituzione e delle regole democratiche. Non sta a noi giudicare le sentenze della Cassazione ma come politici dobbiamo solo rispettarle. Trovo indecorose le dichiarazioni che ha fatto il sindaco nei confronti della Magistratura e verso questa situazione. Spero che si possa uscire ben presto da questo stallo politico e ridare alla città una guida autorevole, forte e capace di ridare slancio ad una città che da troppi anni è stata abbandonata in tanti settori: partendo dal commercio, dalle attività produttive. Sarno ha tante potenzialità inespresse, Bisogna lavorare tutti insieme per mettersi alle spalle questo triste momento e dare alla città un'opportunità di sviluppo che merita"
Assente in aula l'ex sindaco Giuseppe Canfora ed a sottolinearlo è stato il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Antonello Manuel Rega
"Era un consiglio comunale per una presa d'atto per un fatto che ovviamente non è stato determinato né dal consiglio comunale, né da qualche denuncia dell'opposizione, né da fatti che riguardano questa amministrazione. - spiega Antonello Manuele Rega - E' una vicenda che vede il sindaco condannato come presidente della provincia. Quello che ho voluto sottolineare è che per l'ennesima volta lui si è sottratto a un confronto. Mi sarei atteso, visto che è stato anche chiamato nell'appello, poichè da ieri è dichiarato decaduto, che lui fosse presente almeno per un saluto di commiato, almeno per portare un saluto al consiglio comunale e se vuoi anche dare delle spiegazioni, fare un consuntivo della sua attività amministrativa, ma no che ti sottrai con un atto di codardia politica sistematicamente. Si è sottratto da quando la sentenza è diventata definitiva, cioè da luglio in poi ha evitato il confronto, salvo poi andare sempre in televisione, l'ha fatto anche pochi giorni fa, a parlare di questa cosa. Come se il consiglio comunale non fosse il luogo deputato, nella sua qualità di sindaco, per dare delle spiegazioni anche alla città. Meritano rispetto non solo i consiglieri ma la città.
Altra cosa grave che ho sottolineato, ma nella quale non ho avuto risposte, è che senso aveva l'assenza della maggioranza in prima convocazione di consiglio comunale per poi presentarsi tutti in seconda convocazione. Allora se voleva essere un atto di solidarietà (questa è una mia interpretazione, perché ripeto non ho avuto risposte) logica avrebbe voluto non presentarsi nemmeno al secondo consiglio comunale, loro disertavano e, quindi, non votavano la delibera e non essendoci bisogno di un numero legale, si poteva comunque consentire la votazione della stessa. Quindi, avrebbe avuto un senso che non avrei condiviso ma almeno avrei capito. Per quanto riguarda una disamina poi politica sui 9 anni di mandato posso dire che sono stati fallimentari e questa è stata una conclusione poco onorevole".

