"Quando la montagna crolla non può essere un Municipio a reggere il peso della storia. - ha spiegato il consigliere comunale di Noi Moderati Sarno e componente Anci Maria Rosaria Aliberti - Oggi, davanti al Consiglio Nazionale ANCI, ho alzato la voce per Sarno e per tutte le comunità che rischiano di essere travolte due volte: prima dal fango, poi da uno Stato che scarica sui Comuni colpe e costi che non gli appartengono.
La frana del 1998 ha già strappato 137 vite e segnato per sempre la mia città. Ma oggi, a quasi trent’anni di distanza, una sentenza della Cassazione rischia di infliggere una seconda condanna: non più il fango, ma un dissesto finanziario capace di piegare un’intera comunità e cancellarne il futuro.
Questa non è solo la battaglia di Sarno. È la battaglia di ogni sindaco, di ogni amministratore che ogni giorno firma atti con il timore che una tragedia possa trasformarsi in un macigno sulle spalle del suo Comune. È la battaglia per dire basta a Comuni lasciati soli davanti alle emergenze.
Ho chiesto all’ANCI di farsi carico di questa sfida e di portare al Governo una voce chiara e unitaria: serve un fondo straordinario, serve una legge speciale che affermi un principio semplice e potente. Quando il destino si abbatte su una comunità, è lo Stato che deve farsi carico dei ristori, non un ente locale già fragile.
Sarno non può essere punita due volte. E le nuove generazioni non devono ereditare macerie amministrative oltre a quelle fisiche".


