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Scafati. Azienda conserviera occupava abusivamente aree demaniali: scatta il sequestro

12 Settembre 2025 Author :  

Nel contesto dell’indagine denominata “Rinascita Sarno”, diretta dalle Procure di Nocera Inferiore (SA), Torre Annunziata (NA) e Avellino e finalizzata alla repressione dei fenomeni di illeciti sversamenti da parte di imprese operanti a ridosso del fiume Sarno e dei suoi tributari, si comunica come già in data 26.4.2025 i Carabinieri del NOE di Salerno avevano dato esecuzione al decreto di sequestro d’urgenza emesso questa Procura della Repubblica in relazione a talune aree ricomprese in uno stabilimento industriale per la produzione di conserve alimentari sito in Scafati. In particolare, il provvedimento aveva riguardato estese aree occupare dall’opificio ma di proprietà del Demanio Civile - Ramo Strade. Tali aree, secondo la ricostruzione operata allo stato attuale delle indagini, pur essendo di proprietà pubblica, venivano utilizzate per lo stoccaggio di materiali e per l’allocazione di strutture di pertinenza dell’impianto industriale. Inoltre, i fatti così accertati determinavano una situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità, insistendo il deposito al di sotto del viadotto stradale SS 268 e posto che tra il materiale stoccato ve ne era anche di infiammabile.

Le indagini

Le indagini, tuttavia, sono ulteriormente proseguite, essendo emersa l’anomala assenza, presso gli Enti interessati, della documentazione relativa alle procedure di esproprio relative alle predette aree, necessaria per comprendere l’esatta consistenza degli spazi transitati in mano pubblica. Esclusivamente grazie agli approfonditi accertamenti esperiti dalla Tenenza CC di Scafati (SA) e dal Reparto Speciale dell’Arma, infatti, emergeva – secondo lo stato attuale delle indagini preliminari – che lo stabilimento industriale avesse occupato ulteriori superfici, in relazione alle quali, peraltro, aveva incamerato l’indennizzo derivante dalla procedura di espropriazione per pubblica utilità finalizzata alla realizzazione del viadotto della SS 268. In particolare, le risultanze documentali consentivano di accertare come fosse stato oggetto di indennizzo l’arretramento delle strutture dell’opificio, in guisa da assicurare una fascia di rispetto pari a 5 metri dalla proiezione verticale del viadotto stradale, nonché lo spostamento di alcuni impianti industriali, laddove, per contro, i sopralluoghi effettuati consentivano di accertare come le strutture dello stabilimento industriale si fossero nuovamente espanse in corrispondenza dell’area pubblica, occupandola. Sulla scorta di tali emergenze e grazie al certosino lavoro delle Forze di P.G., quindi, si è potuto superare il vuoto documentale e l’inerzia amministrativa protrattasi per decenni, non essendo mai stato completato il rilascio coattivo del sito, pur avviato oltre vent’anni addietro.

Il sequestro

Tali fatti hanno portato all’emissione, da parte di questa Procura della Repubblica, di un ulteriore decreto di sequestro preventivo d’urgenza. In data 4 settembre i militari del NOE di Salerno e della Tenenza CC di Scafati (SA), quindi, hanno quindi dato esecuzione al predetto provvedimento giudiziario, interdicendo l’utilizzo di tutte le aree pubbliche inglobate nel ciclo di lavorazione. Il sequestro preventivo urgente delle aree si è reso necessario al fine di far cessare l’occupazione dell’intero complesso di proprietà del Demanio, nonché in relazione alla condizione di pericolo per la pubblica e privata incolumità. È stata quindi disposto l’affidamento delle aree in argomento in custodia giudiziaria al Dirigente dell’ANAS, sezione di Salerno. L’attività eseguita dimostra l’attenzione di questo Ufficio e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle attività illecite involgenti soggetti imprenditoriali che, anche avvantaggiandosi di procedure amministrative non sollecitamente curate, traggono un vantaggio concorrenziale indebito dalla disponibilità di aree di proprietà pubblica. Nel caso di specie, poi, particolare rilievo assumono le esigenze di tutela della incolumità pubblica e privata, apparendo indispensabile da un lato prevenire eventuali infortuni sul lavoro derivanti dall’utilizzo di spazi sottostanti il viadotto e, dall’altro lato, evitare, per gli automobilisti che fruiscono dell’asse viario in parola, pregiudizi derivanti da incendi o altri eventi calamitosi connessi alla presenza a distanza non legittima delle apparecchiature dello stabilimento industriale. Si dà atto che la presente ricostruzione viene fornita sulla base delle indagini preliminari condotte dal P.M., sicché, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, va ribadito che eventuali giudizi di responsabilità potranno conseguire solo a provvedimenti giurisdizionali irrevocabili.

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