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Sarno sotto shock per l’uccisione di Gaetano Russo. Falciano: “Un gesto di coraggio, merita una medaglia al valore”

04 Febbraio 2026 Author :  

Sarno è ancora sotto shock per l’uccisione di Gaetano Russo, il salumiere di 61 anni morto dopo essere stato accoltellato nel suo locale mentre difendeva la figlia. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità e che va oltre la semplice cronaca nera, assumendo i contorni di una storia di sacrificio, dedizione e coraggio quotidiano.

A ricordare chi fosse davvero Gaetano Russo è Livio Falciano, coordinatore cittadino di Forza Italia a Sarno e amico di famiglia della vittima, che affida a una testimonianza carica di dolore il ritratto umano di un uomo stimato e conosciuto da tutti.

«La moglie di Gaetano era compagna di scuola di mio fratello. Eravamo amici di famiglia», racconta Falciano. «Gaetano era un grandissimo lavoratore, uno di quelli che non si fermano mai. Dietro alla salumeria aveva anche il panificio, lavorava notte e giorno. Conosco bene cosa significa fare sacrifici: anche mia madre aveva una salumeria e si riforniva da lui. Era una persona instancabile».

Nel suo racconto emerge anche il lato solidale di Russo, un uomo che non si è mai voltato dall’altra parte, nemmeno di fronte alle difficoltà altrui. «Tutti conoscevamo a Sarno la persona che poi lo ha ucciso, aveva problemi di droga. Gaetano lo aveva sempre aiutato. Quando qualcuno aveva fame, lui da mangiare glielo dava. Non faceva differenze».

Secondo Falciano, il giorno dell’omicidio l’aggressore aveva già manifestato evidenti segnali di squilibrio. «Nel pomeriggio avevo un incontro politico. Quando è passato era completamente fuori di testa, diceva frasi senza senso. Poco dopo, durante una messa di suffragio, è entrato in chiesa cantando canzoni di Gomorra. Il parroco è stato costretto a cacciarlo».

Da lì, una sequenza di eventi che appare ancora inspiegabile. «Ha attraversato tutta la città ed è arrivato nella salumeria del mio amico. Non si capisce perché abbia attaccato la figlia. Quello che è certo è che Gaetano ha fatto quello che farebbe qualunque padre: l’ha difesa. Ed è stato ucciso».

Per il coordinatore cittadino di Forza Italia, quanto accaduto non può e non deve restare solo una pagina di cronaca nera. «Gaetano Russo è morto compiendo un gesto di coraggio, difendendo sua figlia e incarnando fino all’ultimo ciò che è sempre stato: un uomo perbene, un lavoratore, una persona solidale. Per questo credo che gli debba essere riconosciuta una medaglia al valore al merito. Sarebbe un segno di giustizia morale, per lui e per una famiglia distrutta dal dolore».

Una proposta che punta a trasformare una tragedia in un simbolo, restituendo dignità e riconoscimento a un gesto estremo di amore e coraggio, che ha segnato profondamente la città di Sarno.

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