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“Voglio solo giustizia per mio padre”: il dolore di Cristina Russo dopo l’omicidio a Sarno

05 Febbraio 2026 Author :  

«Voglio solo chiedere giustizia per mio padre, perché me lo hanno ucciso davanti agli occhi. Hanno ucciso davanti agli occhi mentre supplicavo di fermare tutto. E lui ha continuato.
Hanno continuato davanti a me. Io ho cercato di salvarlo non ho potuto fare niente. Voleva uccidere anche me e mia mamma».

Sono parole che non cercano effetto, ma verità. Parole pronunciate con il peso di una ferita ancora aperta, affidate al Tg1 da Cristina Russo, che racconta la notte in cui la sua vita si è fermata. In pochi minuti, nella sua stessa attività commerciale a Sarno, suo padre Gaetano Russo è stato ucciso a coltellate, sotto i suoi occhi.

Cristina rivive ogni istante di quella notte come una sequenza indelebile. Andrea Sirica, tossicodipendente e pregiudicato, entra nel negozio della famiglia. La tensione è immediata. L’aggressione contro Cristina è improvvisa e violenta. Gaetano Russo non esita: si frappone tra l’uomo e la figlia, cercando di proteggerla. È un gesto istintivo, paterno, che si trasforma in una condanna. L’aggressore, in evidente stato di alterazione, si accanisce su di lui con una furia cieca, colpendolo ripetutamente fino a ucciderlo con dieci coltellate.

«Io ho bisogno di un padre e non ce l’ho più. Mi hanno tolto tutto».

Una frase che cade come un macigno, capace da sola di raccontare il vuoto lasciato da quella notte.

La famiglia Russo chiede giustizia per un uomo ucciso senza alcun motivo, per un padre strappato alla sua famiglia mentre faceva il suo lavoro. Una richiesta che si intreccia alle parole del legale della famiglia, l’avvocato Giovanni Annunziata:
«Un soggetto che a un certo punto aggredisce senza nessun motivo, senza nessuna ragione, una persona che era nella propria attività, nel proprio negozio, senza nessun motivo reale».

Quando arrivano le forze dell’ordine, la scena è carica di rabbia e disperazione. Alcuni presenti cercano di avventarsi contro l’aggressore, fermato e poi arrestato. Oggi Andrea Sirica si trova in carcere.

La bottega di Gaetano Russo resta chiusa. La saracinesca abbassata, il silenzio che avvolge quel luogo raccontano più di qualunque parola una vita spezzata e una famiglia travolta dal dolore.

Cristina conclude il suo racconto con il ricordo più straziante:
«Un padre meraviglioso che mi ha protetto fino all’ultimo respiro. Cogli occhi mi ha detto di andare via e se io sono ancora qua è perché lui deve essere deve essere ricordato per quello che era».

È un appello che va oltre il dolore personale. È la richiesta che quella morte non resti solo un fatto di cronaca, ma il ricordo di un uomo che ha dato la vita per proteggere sua figlia.

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