Non solo urbanistica, assunzioni e Azienda Speciale. Tra i numerosi capitoli contenuti nella relazione prefettizia che ha portato allo scioglimento del Comune di Sarno compare anche quello dedicato alla manutenzione del verde pubblico, un servizio apparentemente ordinario che, secondo gli ispettori, presenta significative criticità nella fase di affidamento e nella successiva gestione.
La Commissione d'accesso ha approfondito l'affidamento diretto disposto dal Comune per il servizio di manutenzione del verde, soffermandosi innanzitutto sui requisiti dell'impresa incaricata.
Secondo la relazione, infatti, la società affidataria non possedeva le pregresse e documentate esperienze richieste dall'articolo 50, lettera a), del decreto legislativo n. 36 del 2023, requisito che gli ispettori ritengono essenziale per giustificare il ricorso all'affidamento diretto. In altre parole, la ditta scelta non avrebbe maturato un'esperienza specifica nello svolgimento del servizio oggetto dell'incarico.
Ma non è l'unico rilievo mosso dalla Prefettura.
La relazione mette infatti in discussione anche la quantificazione economica del servizio, affermando che il valore attribuito dagli uffici comunali sarebbe stato "abbondantemente sovrastimato rispetto al reale". Una valutazione particolarmente severa, che investe direttamente la determinazione dell'importo posto a base dell'affidamento.
Gli ispettori descrivono inoltre un settore caratterizzato da difficoltà organizzative. Secondo quanto riportato nella relazione, il servizio del verde pubblico risultava gestito da più soggetti, con criticità operative che, inserite nel contesto complessivo dell'attività amministrativa dell'ente, contribuiscono a delineare quello che la Commissione definisce "un complessivo quadro di mala gestio della res publica".


