Buongiorno Regione accende i riflettori sul Fosso Imperatore. Questa mattina le telecamere della trasmissione regionale sono arrivate a San Valentino Torio per raccontare la battaglia che da mesi il gruppo consiliare SiAmo San Valentino e i residenti della zona stanno portando avanti sulla situazione ambientale del canale.
Sul posto erano presenti i consiglieri comunali del gruppo SiAmo San Valentino, Giancarlo Baselice, Valentino De Vivo, Laura Giudice e Antonella Faiella, insieme agli attivisti e ai residenti di Fosso Imperatore.
La troupe di Buongiorno Regione era sul posto anche per partecipare alla challenge promossa dal gruppo SiAmo San Valentino e dai residenti: versare una bottiglia di acqua pulita nell'acqua sporca e maleodorante del Fosso Imperatore. Un gesto simbolico, pensato per mostrare attraverso le immagini la differenza tra l'acqua pulita e quella che, secondo le denunce dei cittadini, scorre nel canale.
Una battaglia che va avanti da mesi
Da mesi i residenti denunciano una situazione che si manifesta, secondo quanto riferito, soprattutto tra la metà di luglio e la fine di settembre, periodo coincidente con la lavorazione dei pomodori.
L'acqua del Fosso Imperatore, raccontano i cittadini, assumerebbe una colorazione azzurra, accompagnata da odori particolarmente forti e nauseabondi.
Una situazione che, secondo gli attivisti, si ripete nel tempo e che ha spinto il gruppo consiliare a promuovere diverse iniziative per chiedere controlli e interventi.
Le analisi e l'ipotesi sulla soda caustica
Nel corso dei mesi il gruppo SiAmo San Valentino ha effettuato anche delle analisi sulle acque del Fosso Imperatore.
Secondo quanto riferito dagli attivisti, dalle analisi sarebbe emersa la presenza di zuccheri nelle acque.
A questo elemento si aggiunge l'ipotesi avanzata dall'avvocato Fabio Armano sulla possibile presenza di soda caustica.
Si tratta di un'ipotesi che dovrà essere verificata attraverso ulteriori analisi e accertamenti ufficiali. Secondo quanto sostenuto dagli attivisti, la presenza di determinati elementi potrebbe essere compatibile con processi utilizzati nella lavorazione dei pomodori, anche per la rimozione della buccia.
Eventuali conferme attraverso accertamenti ufficiali potrebbero contribuire a chiarire l'origine delle sostanze presenti nelle acque e la provenienza degli eventuali sversamenti.
Laura Giudice porta la vicenda in Procura
Tra le principali protagoniste della mobilitazione c'è la consigliera comunale di opposizione Laura Giudice, che da tempo segue direttamente la vicenda del Fosso Imperatore.
Giudice ha inoltre presentato una denuncia presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e si è recata direttamente presso il Tribunale di Nocera Inferiore per portare la questione all'attenzione della Procura.
Un passaggio che testimonia la volontà di andare oltre la semplice denuncia pubblica e di chiedere che sulla vicenda vengano effettuati gli opportuni accertamenti nelle sedi competenti.
Raffaele Carbone: “Bisogna intervenire”
A parlare davanti alle telecamere anche l'attivista Raffaele Carbone, che ha sottolineato la necessità di intervenire sul Fosso Imperatore.
Il canale, ha evidenziato, è lungo appena un chilometro. Da qui la riflessione degli attivisti: se non si riesce a intervenire su un piccolo canale, come si può pensare di arrivare alla pulizia del fiume Sarno e al suo risanamento?
Il Fosso Imperatore diventa così, nelle parole dei cittadini e degli attivisti, un punto concreto dal quale partire per affrontare una questione ambientale che riguarda un territorio molto più ampio.
Tutti i consiglieri di SiAmo San Valentino in prima linea
La mobilitazione vede impegnati i consiglieri comunali di SiAmo San Valentino, con Giancarlo Baselice, Valentino De Vivo e Antonella Faiella, insieme a Laura Giudice e agli altri attivisti.
Una battaglia portata avanti attraverso denunce, iniziative pubbliche, sopralluoghi e richieste di intervento.
Nelle scorse settimane gli attivisti avevano inoltre incontrato sul posto l'onorevole Francesco Borrelli e l'avvocato Fabio Armano, ai quali era stata illustrata la situazione denunciata dai residenti.
La preoccupazione dei cittadini
A chiedere risposte sono soprattutto gli abitanti della zona, che denunciano da anni una situazione fatta di cattivi odori e condizioni delle acque che, secondo le loro testimonianze, renderebbero difficile la vita quotidiana.
C'è anche una forte preoccupazione per la salute della popolazione e per la presenza di patologie oncologiche segnalate nel territorio. Eventuali correlazioni tra queste condizioni e l'inquinamento del Fosso Imperatore, tuttavia, necessitano di specifici accertamenti scientifici ed epidemiologici e non possono essere considerate accertate sulla base delle sole denunce.
Un canale che va monitorato durante tutto l'anno
Per gli attivisti il problema non può essere affrontato soltanto nei mesi della lavorazione del pomodoro.
Il Fosso Imperatore è un canale presente sul territorio durante tutto l'anno e, proprio per questo, la richiesta è quella di predisporre controlli costanti e analisi periodiche, capaci di verificare le condizioni delle acque anche al di fuori del periodo in cui il fenomeno viene maggiormente denunciato.
L'obiettivo è arrivare a dati ufficiali che consentano di comprendere cosa accade realmente nel canale e, qualora venissero accertate contaminazioni, individuarne l'origine e adottare gli interventi necessari.
La challenge diventa un'immagine simbolo
Questa mattina, davanti alle telecamere di Buongiorno Regione, la protesta ha assunto anche una forma simbolica: una bottiglia di acqua pulita versata nell'acqua sporca e putrida del Fosso Imperatore.
Un'immagine immediata per raccontare la battaglia dei cittadini.
Dopo mesi di denunce, analisi, incontri e iniziative, la richiesta di SiAmo San Valentino e dei residenti resta quella di arrivare a risposte concrete.
Il Fosso Imperatore, per i cittadini, non deve più essere soltanto un'emergenza da raccontare quando l'acqua cambia colore o gli odori diventano insopportabili. La richiesta è quella di controlli, accertamenti e interventi capaci di affrontare il problema alla radice e restituire al territorio un canale finalmente monitorato e risanato.


