Prato. Vertenza Acca Srl, l'Avvocato Nunzio Giudice porta in assemblea 250 imprenditori: “Restituite la merce. Il diritto allo sciopero non può impedire il diritto di proprietà"

17 Luglio 2026 Author :  

 

Oltre 250 imprenditori riuniti all’Art Hotel Museo di Prato. L’avvocato Nunzio Giudice: “Rispettiamo il diritto allo sciopero. Chiediamo lo stesso rispetto per il diritto di proprietà”

 

Una sala gremita e oltre 250 imprenditori presenti. È questo il dato emerso dall’assemblea pubblica dal titolo “La merce è nostra: restituitela!”, che si è svolta questa mattina alle ore 11.00 presso l’Art Hotel Museo di Prato, promossa dall’avvocato Nunzio Giudice per mantenere alta l’attenzione su una vicenda che da diverse settimane coinvolge numerose imprese operanti sul territorio pratese.
L’incontro è nato con l’obiettivo di informare imprenditori, istituzioni, organi di informazione e opinione pubblica sugli sviluppi della situazione che riguarda Acca Srl e lo sciopero promosso dai lavoratori Sudd Cobas, una vicenda che, secondo quanto rappresentato dagli imprenditori coinvolti, sta impedendo a centinaia di aziende di rientrare in possesso di merce regolarmente acquistata, documentata e interamente pagata.
Sono oltre 250 gli imprenditori rappresentati dall’avvocato Giudice che denunciano l’impossibilità di recuperare i propri beni, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro. Il protrarsi del blocco della merce sta generando conseguenze economiche sempre più pesanti, compromettendo attività imprenditoriali, rapporti commerciali, consegne e continuità aziendale.
Nel corso dell’assemblea sono stati ripercorsi i principali passaggi della vicenda, illustrando le iniziative già intraprese sul piano legale e istituzionale e ribadendo la necessità di una rapida soluzione che consenta agli imprenditori di recuperare ciò che legittimamente hanno acquistato.
L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto tra gli imprenditori presenti, ed è emersa con forza una richiesta chiara:
“Rispettiamo il diritto allo sciopero. Chiediamo lo stesso rispetto per il diritto di proprietà.”
Gli imprenditori hanno ribadito come la loro posizione sia estranea alla vertenza sindacale tra Acca Srl e i lavoratori Sudd Cobas, chiedendo esclusivamente il rispetto dei propri diritti e la possibilità di tornare a disporre dei beni acquistati e pagati.

La dichiarazione dell’avvocato Nunzio Giudice

“Qui non siamo di fronte a una contrapposizione tra lavoratori e imprese: siamo di fronte a 250 imprenditori che chiedono semplicemente di poter riavere ciò che è loro. Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma non può cancellare il diritto di proprietà.”- dichiara l’avvocato Nunzio Giudice -
“Voglio innanzitutto ringraziare le Forze dell’Ordine, il Tribunale, la Procura e tutti coloro che in questo percorso giuridico hanno cercato di far riconoscere un diritto che riteniamo ormai evidente.
Questa difesa rappresenta 250 imprenditori cinesi che si vedono bloccata all’interno di Acca Srl merce per circa 2 milioni di euro, regolarmente documentata e pagata. Questa difesa non ha nulla a che vedere né con Acca Srl né con la vertenza tra Acca Srl e i lavoratori Sudd Cobas: riguarda esclusivamente il diritto di questi imprenditori di poter rientrare in possesso dei propri beni.
Premesso che questo difensore riconosce pienamente il diritto allo sciopero, un principio fondamentale che deve essere tutelato, è altrettanto necessario ribadire che tale diritto non può impedire a 250 imprenditori che vivono a Prato, lavorano a Prato, hanno le proprie famiglie a Prato e che hanno merce regolarmente documentata e pagata, di poterla ritirare.
L’articolo 610 del codice penale disciplina il reato di violenza privata e riteniamo che, nei fatti denunciati, siano emersi elementi che devono essere attentamente valutati dagli organi competenti. Il picchetto diventa illegittimo quando impedisce materialmente ai proprietari di accedere ai propri beni e di recuperare la propria merce.
A nostro avviso, in queste circostanze potrebbe configurarsi l’ipotesi di violenza privata aggravata dalla presenza di più persone riunite ai sensi dell’articolo 339 del codice penale. Ho presentato fino ad oggi circa 100 denunce, successivamente integrate più volte, perché riteniamo che la situazione si sia protratta e reiterata nel tempo.
Una delle signore da me difese si è recata presso il parcheggio di Acca Srl per recuperare il proprio furgone ed è stata violentamente spintonata, riportando lesioni gravissime. Anche in quella circostanza non le è stata data la possibilità di ritirare il proprio mezzo. Su questo episodio, come sugli altri fatti denunciati, saranno naturalmente le autorità competenti a effettuare tutti gli accertamenti necessari.
Ho invitato tutte le istituzioni e gli imprenditori coinvolti affinché ci fosse un confronto e affinché si potesse arrivare a una soluzione. Gli imprenditori del pronto moda, nella questione tra Acca Srl e i lavoratori, non c’entrano nulla: sono soggetti estranei alla vertenza che stanno subendo le conseguenze di una situazione che si trascina ormai da settimane.
Riteniamo che il tempo sia scaduto. È un mese che questa situazione va avanti e non può più essere ulteriormente prorogata. Se non verrà consentito ai nostri imprenditori di ritirare la merce, riteniamo che vi siano tutte le condizioni affinché vengano adottate misure importanti e venga finalmente garantita la possibilità ai nostri assistiti di recuperare ciò che legittimamente appartiene loro.”

L’assemblea si è conclusa con un appello alle istituzioni affinché venga individuata in tempi rapidi una soluzione capace di garantire il rispetto della legalità, dei diritti di tutte le parti coinvolte e della libertà di impresa.
“La merce è nostra. Restituitela.”
È il messaggio lanciato dagli oltre 250 imprenditori presenti all’Art Hotel Museo di Prato.

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