La Redazione
Nella odierna mattinata, all’esito di indagini coordinate dalla Sezione reali contra la Pubblica Amministrazione della Procura della Repubblica di Napoli, militari del Nucleo PT della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla PG - emessa dal GIP del Tribunale di Napoli 24 ° Ufficio - nei confronti dei rappresentanti legali di quattro aziende creditrici del1’ASL Napoli 1, ritenuti responsabili di falsità ideologica in atto pubblico e truffa ai danni di ente pubblico. La complessa attività investigativa, avviata a seguito della denuncia presentata nell’aprile 2014 dal direttore Generale e dal Direttore Amministrativo della ASL Napoli 1 Centro, ha consentito di accertare indebite riscossioni di crediti, per oltre 8 milioni di euro, da parte delle seguenti aziende:
- SO.TE.ME. srl con sede Iegale in Mondragone (CE) alla via Palenno n. 33;
- EUROMED Sas, con sede in Napoli alla via Gaetano Quagliariello n. 29;
- VICAMED Srl con sede in Napoli alla piazza Leonardo n. 29;
- PATOLOGY sas, con sede in Napoli al corso Umberto I n. 153.
In particolare, le predette aziende, dichiarando falsamente la piena titolarità dei corrispondenti crediti per le forniture prostate, ottenevano dall’ASL i1 pagamento delle somme transatte, laddove, invece, i crediti vantati dalle predette società erano stati oggetto — in pane 0 in tutto - di atti di cessione in favore di altra società, la Beta Skye, che in forza dell’atto di cessione aveva azionato i crediti con procedure monitorie, ottenendo l'emissione di decreti ingiuntivi in danno dell’ASL. In sostanza la mera dichiarazione di essere ancora titolari dei crediti, che, in realtà, erano stati ceduti ed incassati pochi anni prima, ha consentito alle quattro società sopra indicate di ottenere una duplicazione dei pagamenti da pane dell’ASL. Il Giudice per le indagini preliminari ha, altresì, ritenuto la sussistenza dei gravi indizi di responsabilità anche a carico delle società rappresentate dagli indagati per illecito amministrativo dipendente da reato ex lege 231/2001 ed ha disposto il sequestro di somme di danaro o di beni di valore rinvenuti nel patrimonio degli indagati e delle società agli stessi riconducibili per una somma complessiva di oltre 6 milioni di euro.
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