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Scafati. L'Urban Center: migliaia di euro finiti in una...discarica

25 Febbraio 2016 Author :  

Da Urban Center a "Urban Discarica Center". Centinaia di migliaia di euro buttati al vento o meglio in carte per progetti costosissimi che non hanno portato alcun ritorno utile allla comunità di Scafati. Una delle opere di riqualificazione urbana che dovevano essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione Aliberti è ormai ridotta a discarica dove sono stoccati tonnellate di materiali di risulta, tutto questo giace al centro della città sotto gli occhi degli amministratori. Una descrizione che all'inizio potrebbe far pensare che si stia parlando dell'ormai più famosa opera incompiuta quale è il "Polo Scolastico" ma non è così, purtroppo. L'opera descritta, progettata, annunciata e il cui solo progetto è costato oltre 400mila euro è l'Urban Center meglio conosciuta dai cittadini come ex-manifattura dei tabacchi, sita in via Armando Diaz. Tranne l'entrata della ex-manifattura che si affaccia su via A. Diaz, trasformata in sede di alcuni uffici comunali, tutto il resto della grande struttura è stato abbandonato. La riqualificazione dell'area è ferma al palo, l'unica cosa che è partita è la costosa e faraonica progettazione affidata alle imprese che se ne occuparono : Sintecna Srl-Giugiaro Architettura srl- Studio Lazzerini ed EL srl Engineering Service. Società riconducibili anche al progetto dell'ex-copmes anch'esso partito faraonico, doveva comprendere un'area di ben 130mila mq, mentre ora si è ridotto a soli 20 mila mq, e naviga tra mille difficoltà.
Indecente e desolante è lo spettacolo che ci si ritrova in quella che era una fabbrica simbolo di Scafati. Una struttura abbandonata nel più totale degrado, trasformata in una vera e propria discarica dove è possibile reperire di tutto. Alcuni capannoni all'entrata sono usati come deposito di vecchie autovetture, si può notare un'ambulanza in ottimo stato parcheggiata, vi è anche abbandonato un nuovissimo autobus per il trasporto scolastico, oltre a varie attrezzature per i soccorsi che mai si sono viste in giro per Scafati. Non mancano in giro decine di segnali stradali, pali della pubblica illuminazione, guardrail, semafori che servivano per gli attraversamenti pedonali, il tutto circondato da rifiuti di vario genere. A farla da padrone oltre l'incuria è lo stoccaggio di decine di tonnellate di materiale di risulta proveniente dai lavori stradali, in alcuni angoli vi sono anche decine di metri cubi di pietre per la pavimentazione stradale in basalto e in pietra lavica. Erbacce e locali fatiscenti fanno da cornice a tutto questo scenario di desolazione e degrado. Chissà che con i 400mila e passa euro del fu progetto Urban Center non si sarebbe potuto fare qualcosa per la riqualificazione di una parte della struttura ex-manifattura dei tabacchi.

 LA REPLICA - Relativamente alle nuove opere pubbliche che saranno inserite nel nuovo accordo di programma, il Vicesindaco Giancarlo Fele: “Sui fondi europei stiamo lavorando come sempre con grande intensità. Il Polo Scolastico sarà realizzato in gran parte e comunque completato candidando tale completamento nel programma 2014-2020. Stiamo costruendo per la prospettiva un parco progetti che ci consentirà di accedere ad altre forme di finanziamento. La nostra forza negli anni è stata sempre questa, avere cioè progettazioni pronte che ci hanno consentito di ricevere i finanziamenti in modo celere. Questo è il caso anche del progetto dell'Urban Center, costato ad onor di cronaca centomila e non quattrocentomila euro e che resta uno degli interventi che intendiamo realizzare. Ovviamente, dovendo accelerare sulle opere totalmente finanziate dalla comunità Europea, abbiamo dato negli anni priorità assoluta a tutte le opere già realizzate in città e ad oggi ripeteremmo tale scelta. Abbiamo dato sempre priorità alla praticità".
Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: “L’Urban Center fa parte di quelle opere che avremmo dovuto realizzare con i fondi dei privati. E’ chiaro che in un momento economico difficile è complicato coinvolgere in questo senso gli imprenditori. La progettazione dell’opera è parte del nostro ricco parco progetti utile per non trovarci impreparati nel caso individuassimo un nuovo finanziamento”.

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