La sentenza è stata impugnata innanzi al Consiglio di Stato. La ricorrente, a seguito della sentenza del Tar, ha avanzato richiesta di applicazione della sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione, non essendo possibile il ripristino senza pregiudizio per la parte conforme. Successivamente il Comune, con provvedimento del 2015, ha emesso una nuova ordinanza di demolizione. Tale provvedimento è stato, a sua volta, impugnato innanzi al Tar che ne ha disposto la sospensione degli effetti. Il Comune, quindi, con provvedimento nell'ottobre 2015, ha disposto la revoca dell’autorizzazione commerciale, subordinandone gli effetti alla definizione del contenzioso alla legittimità dell’ultima ordinanza di demolizione.
Nel frattempo il Tar Salerno, con sentenza del 2016, ha accolto il ricorso della società contro l’ordinanza di demolizione del 2015, annullandola. Ma comunque, nel settembre del 2016 il Commissario ad acta del comune di Nocera Superiore, nominato a seguito di sentenza del Tar Salerno ha, tuttavia, disposto la revoca ad horas dell’attività commerciale turistico-alberghiera dell’Hotel Villa Albani. Da qui il ricorso, secondo i giudici amministrativi, fondato. Villa Albani quindi resta aperta: la battaglia ora attende la conferma del Consiglio di Stato o si rischia di creare un nuovo empasse.


