Gli hanno fracassato la testa a calci e pugni. E, perciò, per un detenuto d’origine marocchina, appena "rientrato” nella Casa circondariale di Fuorni dopo un periodo di libertà, è stato necessario il ricovero al Ruggi. A riempirlo di botte sarebbero stati i suoi stessi compagni di cella, probabilmente a causa di vecchi rancori per la sua precedente detenzione. Il pestaggio è avvenuto il giorno della festa della Repubblica e, ad evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, sono stati gli agenti di Polizia penitenziaria. La violenza si è scatenata intorno alle 11, nella prima sezione, quando l’uomo, in carcere per rapina, è stato aggredito dagli altri ospiti con cui condivideva la cella. Le condizioni del marocchino sono apparse subito gravi e, perciò, è stato necessario il trasporto al pronto soccorso del Ruggì, dove è stata effettuata anche una Tac.
L'intervento del sindacato
Il sindacato Sappe solleciterà il nuovo ministro della Giustizia Fattorello: «Chiediamo provvedimenti idonei al ripristino dei rispetto della legalità». Proprio per questo Fattorello ha chiesto, ad alta voce, l’intervento della Procura «in quanto - ha sottolineato - i segnali premonitori di tristi eventi ci sono tutti». Nei giorni scorsi due agenti sono stati oggetto di aggressione. In particolare uno di loro, in servizio nel reparto d’isolamento, è diventato il bersaglio di un lancio di bombolette di gas a cui era stato dato fuoco, in quanto i detenuti non gradivano la sua presenza in reparto.


