In corsia un esercito di contratti atipici e specialisti a tempo spera nell'accordo sulla stabilizzazione lanciato da De Luca. Sono circa 350 i precari salernitani della sanità interessati dall'accordo sulla stabilizzazione. Di questi, circa un centinaio sono camici bianchi, inquadrati a vario titolo nel variegato mondo dei contratti atipici, tra partite iva, co.co.co, co.co.pro e specialisti ambulatoriali a tempo determinato. Sono nel complesso 120 le persone interessate, tra medici, infermieri e ausiliari, nonostante la stabilizzazione di 105 unità di fine 2015. Di questi, il numero più corposo è formato dai camici bianchi, per i quali sono in corso anche le procedure di reclutamento. Il restante del plotone è in carico al Ruggì, che poco tempo fa ha ricevuto il via libera dalla Regione per l'assunzione di 160 persone, tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari, a tempo determinato, per sopperire alle criticità legate al piano ferie per l'estate. Qui il grosso dei precari, invece, è formato dal comparto infermieri, dove sono in attesa di stabilizzazione circa 150 unità. Una ventina, invece, sono gli specialisti a tempo determinato, a cui si vanno ad aggiungere tutti i camici bianchi con rapporto atipico. La stabilizzazione dei precari in Campania è un percorso iniziato due anni fa con l'immissione nei ruoli di circa 800 profili. Ora bisogna procedere con l'ingresso dei contratti atipici (partite Iva, co.co.co e co.co.pro, impieghi a progetto ecc.) che riguarda altre 1.330 persone. Il riferimento legislativo è in questo caso l'articolo 20 del decreto Madia. Dopo l'ultimo annuncio del governatore Vincenzo De Luca - il 18 maggio scorso agli Stati generali della Sanità - sembrava cosa fatta. Ma gli uffici di Palazzo Santa Lucia hanno preso ulteriore tempo e atteso il disco verde del ministero della Salute. Il principale nodo ha riguardato i contratti a progetto (ammessi) e il lavoro interinale (escluso dal comma 9 dell'articolo 20 del decreto Madia). La stabilizzazione dei precari rappresenta, certamente, una prima boccata d'ossigeno, in at tesa del piano più ampio di assunzioni annunciato già più volte negli ultimi tempi dal governatore De Luca, che prevede il reclutamento di circa quattromila persone in tutta la Campania. L'anemia di personale tra tutti i presidi ospedalieri della provincia, invece, tra medici e infermieri, si stima intorno alle 650 unità, a cui andrebbero aggiunti altri 450 operatori socio-sanitari. Di questi, nello specifico, circa 100 camici bianchi e 200 infermieri solo all'Asl. All'azienda ospedaliera universitaria, invece, mancano all'appello un centinaio di medici e circa il doppio di infermieri. I requisiti previsti dall'accordo dell'altro giorno per entrare stabilmente nei ruoli del servizio sanitario sono: aver svolto lavoro precario per almeno tré anni, anche non continuativi, nei 5 anni precedenti alla Finanziaria del 2016 oppure essere in servizio alla data di entrata in vigore della Madia (28 agosto 2017), dimostrando di aver maturato i tré anni di anzianità entro il 31 dicembre scorso. Via libera nell'accordo anche alla contrattazione integrativa in raccordo col piano ospedaliero e la riorganizzazione del 118, il riequilibrio tra personale della sanità pubblica e di quella privata, regole certe per gli accreditamenti, standardizzazione del numero di unità di personale rispetto ai posti letto. Previsto infine un tavolo regionale tra sindacati e associazioni di categoria della sanità privata per l'erogazione dell'una tantum 2006-2010 e interventi per la riorganizzazione del sistema sociosanitario integrato per potenziare la rete della sanità territoriale.


