La Gori, i partiti tradizionali, perdono terreno ma difendono la maggioranza nel consiglio del distretto sarnese-vesuviano dell'Ente idrico campano. Una battaglia durissima, equilibrata, tra la rete dei Comuni per l'acqua pubblica, e la gestione Gori, la spa partecipata dall'Acea di Francesco Gaetano Caltagirone, editore del Mattino, che grazie alla Regione opera quasi in regime di monopolio. C'erano da sostituire 10 componenti decaduti, un numero che impediva di proseguire le attività. Il risultato premia l'inciucio Fi-Pd, il 'Nazareno' in salsa campana messo in piedi per garantire la continuità gestionale e la difesa dell'attuale sistema di potere interno. Per quanto riguarda i comuni di fascia A, quelli sopra i trentamila abitanti, la lista Comuni per l'acqua pubblica si è attestata al 37,1%, eleggendo gli attivisti dei comitati civici Giuseppe Grauso e Gianluca Napolitano, oltre al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno. La lista FiPd, invece, ha portato in consiglio (62,9%) Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e dipendente della Gori, Antonio Giulio Sannino, indicato dal sindaco Ercolano Ciro Buonajuto e Luigi Veletta, consigliere di San Giorgio a Cremano. Per quanto riguarda i rappresentanti dei comuni più piccoli, la lista degli attivisti per l'acqua pubblica si è fermata al 31,3%, eleggendo Rosario Bisogno, consigliere di Mercato San Severino, mentre la lista Pd-Fi ha eletto Felice Rainone, ex coordinatore del distretto.


