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Cava de' Tirreni "Capitale della cultura 2022", il progetto e il sogno del vicesindaco Lamberti

29 Aprile 2019 Author :  

Cava de' Tirreni "Capitale Italiana della Cultura 2022", è l'idea e il sogno del vicesindaco Armando Lamberti che ha presentato il progetto durante l'ultimo consiglio comunale. Due i punti cardine del progetto che ha spiegato attraverso una relazione dettagliata. “Oggi viene presentato un progetto ambizioso ma non velleitario, che per la prima volta, per la sua organicità e per le prospettive che apre, costituisce uno strumento fattivo di rilancio della nostra Città. Voglio subito precisare che per il raggiungimento degli obiettivi esposti e per la migliore realizzazione di tutte le iniziative programmate e da realizzare è naturale immaginare un lavoro sinergico con gli altri livelli istituzionali (Provincia, Regione, Stato, Unione Europea) e il coinvolgimento di imprenditori privati e naturalmente degli istituti scolastici. Sarà molto importante la fattiva collaborazione dell'intera Amministrazione e, pur nel rispetto dei ruoli, dell'intero Consiglio Comunale. Il coordinamento e la collaborazione con i dirigenti e i dipendenti amministrativi preposti è considerato strategico. L'uso, la destinazione,il restauro e la manutenzione dei tanti edifici storici presenti in città, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio librario e dell'archivio storico, la vivibilità della città, potranno ricevere un impulso importante a seguito dell'avvio di questo Progetto, perchè con esso i singoli elementi potranno diventare un corpo organico connesso ad unica proposta di città da candidare a finanziamenti regionali,nazionali ed europei. La vivacità e la ricchezza dell'offerta culturale messa in campo in questi anni dai cavesi trova finalmente,in questo progetto, la sede e lo strumento del salto di qualità che tutti ci siamo auspicati nel recente passato,senza però, riuscire a realizzarlo. La prima fase di attuazione del Progetto sarà costituita dallo svolgimento degli “Stati Generali della Cultura” e delle manifestazioni collegate. La seconda fase, strettamente connessa e conseguente alla prima, prevede l'istituzione della Fondazione “Cava de' Tirreni Città Parco Culturale”. Queste due fasi devono portare all'avvio del lavoro per presentare la candidatura di Cava de' Tirreni a “Capitale Italiana della Cultura 2022”. In altre parole, questo impegnativo sforzo di riflessione e di programmazione ha come obiettivo primario quello di porre a sistema, mettere in rete e perfezionare l'esistente, consolidare e far lievitare la qualità della nostra offerta culturale, affermare la nostra identità migliorando ancor più l'immagine e la rilevanza culturale e non solo, della nostra città. La candidatura, parlo della semplice candidatura di Cava de' Tirreni a "Capitale Italiana della Cultura 2022”, è fuor di dubbio un obiettivo ambizioso ma è coerente con il patrimonio urbanistico, artistico, culturale e storico della nostra città, e ancor più lo è con tensione prospettica di questa relazione strategica. È ambizioso dicevamo, ma non si può non tenere alta l'asticella degli obiettivi da conseguire se vogliamo imprimere un incisivo e decisivo cambio di passo in un campo così particolare come quello culturale; non si può creare un favorevole clima di collaborazione e di entusiasmo se non ci poniamo un obiettivo ambizioso, ma anche tanto significativo, prestigioso ed impegnativo, da essere incontestabile se non proprio condiviso; non si può chiedere ai vari protagonisti della vita culturale cittadina di porsi in rete e di interagire anche nella prospettiva dell'implementazione di iniziative più complesse e articolate, se non vi è un traguardo comune alto e suggestivo. L'obiettivo di candidare Cava dè Tirreni Capitale Italiana della Cultura 2022, può diventare una prospettiva importante, una prospettiva per la quale lavorare tutti insieme con un rinnovato entusiasmo. Sono questi i momenti, nella storia di una comunità, in cui tutte le forze si devono unire, e si possono unire, perché questo impegno non ha colori politici, non può essere la battaglia di una parte, ma ci deve vedere tutti insieme protagonisti di un nuovo futuro. Siamo realisti, auspichiamo un voto all'unanimità di questo consenso perché abbiamo la consapevolezza che l'unità di intenti darà più slancio e forza all'iniziativa. Un obiettivo ambizioso, dicevamo, che può diventare velleitario solo se non ci crediamo, se non avremo il coraggio di provare, se la miopia di cui spesso la politica è affetta, soprattutto in questa stagione, prevarrà sulla lungimiranza, se la mancanza di risolutezza verrà fatta passare per prudenza, se l'accidia sarà contrabbandata per oculatezza, se il grigiore della quotidianità sarà spacciato per fermezza. Tutto ciò nella convinzione che la cultura anche per la nostra città non può che risultare un motore di crescita, di produzione di reddito, di ricchezza diffusa con ricadute positive negli altri settori produttivi, primo fra tutti quello turistico. Ai consiglieri rivolgo il rispettoso invito a guardare a questa relazione con occhi e mente liberi da ogni collocazione politica e di posizione ideologica per tre semplici motivi. Il primo motivo è perché la cultura non può che essere un patrimonio condiviso, che accomuna e non che divide, e che va quindi ben oltre le distinzioni legittime, doverose e necessarie della politica. Il secondo motivo per cui chiedo il voto favorevole è, perché la cultura può, più di ogni altra cosa, concorrere fortemente al rilancio della nostra città sotto tutti i punti di vista, non esclusi affatto quelli economici, produttivi e di sviluppo anche occupazionale del nostro territorio, rinverdendo cosi i primati e il lustro di un passato glorioso che hanno nei secoli visti protagonisti i nostri avi, e quanto più saremo uniti pur nella pluralità di tante vedute, tanto più concorreremo a conseguire gli obiettivi che ci prefiggiamo. Il terzo motivo, è che oggi avviamo un percorso programmatico nel corso del quale sarà fondamentale sollecitare, e questo per me sarà un impegno ineludibile, direi decisivo, l'apporto di idee, di conoscenze, di esperienza e di competenze di ciascuno di voi consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza”.

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