Sarno dice basta ai rifiuti: arriva la proposta all'attenzione del consiglio comunale. I rappresentanti cittadini tornano a riunirsi a Palazzo San Francesco per la trattazione di un tema all'ordine del giorno molto delicato: l’ambiente. L’assise è stata convocata per giovedì 21 maggio 2020, alle ore 17, con argomento “Atto di indirizzo per il diniego alla collocazione di nuovi impianti o all'ampliamento di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti. Riconoscimento dell'area del Comune di Sarno come zona non idonea alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti”. La proposta di deliberazione, a firma del Sindaco Giuseppe Canfora, dell'assessore all'urbanistica Eutilia Viscardi e dell’assessore all'ambiente Roberto Robustelli, intende manifestare alla Regione Campania, alla Provincia di Salerno,all'Ente d'ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti (Ato Salerno), la contrarietà alla collocazione di ogni tipo di impianto di smaltimento e trattamento dei rifiuti, di qualsiasi natura, nell'area industriale del Comune di Sarno. Frattanto, il provvedimento invoca la Provincia di Salerno a riconoscere il Comune di Sarno come "zona non idonea alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti". Inoltre, nell'atto di indirizzo si vieterebbe la collocazione di altri impianti di rifiuti nel territorio cittadino, opponendosi al rilascio di nuove autorizzazioni, al rinnovo di autorizzazioni già concesse, considerato che nella zona sono state collocate già numerose attività aventi ad oggetto la lavorazione dei rifiuti. Infine, la delibera confermerebbe l'indirizzo già espresso dal consiglio comunale del 26 settembre 2019 che rifiuta le istanze relative ad operatori commerciali il cui codice Ateco delle attività sia riconducibile alla trattazione, modifica e trasformazione di rifiuti, che possano danneggiare l'ambiente. Secondo una statistica dell’Ispra di qualche anno fa, ovvero l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale- Centro nazionale per il ciclo dei rifiuti, il comune sarnese è tra quelli aventi le maggiori capacità di rifiuti da trattare. Quantità di rifiuti di gran lunga superiore rispetto a tutti i comuni dell’agro sarnese nocerino ed addirittura superiore al capoluogo di provincia Salerno.
Sarno, per il “Catasto dei rifiuti”, è tra le prime città in provincia per quantità di rifiuti trattate
Sarno, per il “Catasto dei rifiuti”, è tra le prime città in provincia per quantità di rifiuti trattate. L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale-Centro nazionale per il ciclo dei rifiuti, secondo le informazioni desunte dal modello unico di dichiarazione ambientale dell’anno 2017 ha collocato il comune sarnese tra quelli aventi le maggiori capacità di rifiuti da trattare.
Le tipologie analizzate dall’Ispra sono: l’autorizzazione unica per i nuovi impianti di recupero e smaltimento; l’esercizio di operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti con impianti mobili; il trattamento di rifiuti liquidi in impianti di trattamento di acque reflue urbane; la realizzazione di impianti di ricerca; l’autorizzazione integrata ambientale; l’autorizzazione unica ambientale.
Dall’elenco, consultabile da tutti i cittadini, si evince che le ditte private sul territorio hanno una capacità autorizzata, per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, fissata in quasi 2 milioni di tonnellate. Una quantità nettamente superiore rispetto a quella dei comuni limitrofi. Basti pensare che a Nocera Inferiore le aziende destinatarie delle autorizzazioni, hanno una capacità totale di 53mila tonnellate, a Cava de’ Tirreni di 134mila mentre nella città capoluogo di provincia la capacità complessiva è di 336mila tonnellate. Inoltre, secondo i dati del Dipartimento della salute e dell’ambiente della Regione Campania, nonché del settore tecnico-amministrativo provinciale, sono cinque le nuove autorizzazioni rilasciate dagli enti di competenza - Regione, Arpac, Provincia e Comune - sul territorio sarnese nel 2018. Tra le tipologie principali di rifiuti da trattare vi sono metalli, plastica, imballaggi, residui dell’edilizia, materiali organici, resti di autoveicoli.
Sempre in tema di impianti di stoccaggio rifiuti, infine, è da evidenziare però che proprio in questi giorni il Consiglio dei ministri, su proposta della responsabile per gli affari regionali, Erika Stefani, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Campania dello scorso agosto proprio sugli impianti, in quanto alcune norme riguardanti la localizzazione e i controlli relativi ledono gli standard di tutela ambientale posti dallo Stato. Vale a dire che il Governo “boccia” la legge regionale che prevede autorizzazioni in sistemi a dominanza naturalistica.


