di Danilo Ruggiero
Da trent’anni il Comune di Sarno non ha ancora adottato un Piano di Gestione Forestale. L’Assise, su proposta della minoranza, approva l’atto di indirizzo sulle questioni ambientali. Ora toccherà agli uffici comunali lavorare su un piano regolatore per non perdere dei finanziamenti destinabili al Monte Saro e Saretto. Nonostante la tragica alluvione del 5 maggio del 1998, in cui persero la vita 137 persone e furono danneggiate centinaia di abitazioni, il Comune di Sarno non ha mai predisposto un Piano di Gestione e Assestamento Forestale, ovvero un documento tecnico , a validità decennale, con il quale vengano definiti gli obiettivi da perseguire, gli orientamenti di gestione e le operazioni dettagliate per realizzare interventi di ripristino, miglioramento o manutenzione nelle aree boschive del territorio. La redazione di tale Piano è condizione essenziale per ottenere finanziamenti ministeriali o fondi regionali Psr, inerenti al Programma di Sviluppo Rurale. Nel 1991, il Municipio, fu anche destinatario di un finanziamento della Regione di 40 milioni di lire per la redazione del PFG, ma il documento non è mai stato portato a termine e i funzionari regionali ne hanno chiesto l’integrale restituzione. Qualcosa, però, sembra essersi mosso l’altra sera a Palazzo San Francesco, dove su impulso della minoranza consiliare è stato approvato l’atto di indirizzo per la mitigazione dei rischi incendi, dissesti idrogeologici e sanitari, con delle proposte rivolte al potenziamento ed innalzamento del livello di monitoraggio, di controllo e di salvaguardia sull'intero territorio comunale. Ora, pertanto, spetterà agli uffici comunali di competenza concretizzare quanto deciso dall’organo consiliare cittadino. Il provvedimento è stato votato da tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza presenti in assise, ad esclusione del consigliere Domenico Crescenzo che ha deciso di astenersi. Giovanni Cocca, esponente della minoranza e promotore dell’’iniziativa, ha spiegato “Nel corso degli anni, sono sempre mancate serie azioni di pianificazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria inerenti il nostro territorio e Sarno ne ha pagato un amarissimo prezzo. Occorre, quindi, farsi finalmente carico delle responsabilità istituzionali. Nella proposta di delibera di Consiglio, viene richiesto alla Regione Campania e agli altri Enti preposti di mettere in campo ogni azione necessaria all'innalzamento del livello di sicurezza idrogeologica ed idraulica, con particolare attenzione alla manutenzione delle opere realizzate dopo la frana del 1998. Viene affrontato il tema degli incendi, attraverso anche la redazione del Piano di Gestione Forestale e l'utilizzo di moderne tecnologie per il monitoraggio dei versanti”. Domenico Crescenzo ha spiegato i motivi della sua astensione “Ho scelto di astenermi dall’approvare la proposta i cui punti cardini meritano di essere affrontati non in termini di propaganda. La proposta non mi ha convinto e credo che non sia un caso che abbia registrato anche l’assenza di ben altri tre consiglieri comunali di opposizione. La Regione Campania, a più riprese in 30 anni e fino agli inizi del 2020, ha chiesto al comune di Sarno la consegna del Piano di gestione forestale o la restituzione delle somme percepite. Semplificando, se non viene chiusa la procedura avviata nel lontano 1990, non è possibile aprire una nuova procedura per ottenere un nuovo PGF. Inoltre, questo è per la Regione Campania conditio sine qua non per accedere a finanziamenti".


