"Il Comune di Scafati perde l'ennesimo contenzioso dinanzi al Tar, questa volta sulla gestione del ciclo dei rifiuti. E così, dopo la sconfitta sulla balzana ordinanza sindacale sulla questione ospedale, arriva un'altra sentenza avversa per l'Ente, con a gioire solo gli avvocati che di volta in volta il Sindaco nomina. - scrive il capogruppo in consiglio comunale del Pd Michele Grimaldi -
Ora, questo post potrebbe chiudersi qui, con solo una semplice domanda in aggiunta: sono semplicemente asini - amministrativamente parlando - oppure sono in malafede, o entrambe le cose?
Ma noi crediamo che i cittadini e le cittadine abbiano il diritto ad essere informati, oltre gli slogan e le frasi retoriche. E dunque, anche se si dice che le persone non leggano oltre il quinto rigo, noi pensiamo che le scafatesi e gli scafatesi debbano invece avere sempre la possibilità di comprendere quello che accade al Comune, e cosa si decide sulle loro teste e, soprattutto, con i loro soldi.
E quindi: una legge nazionale del 2011 ha stabilito che i servizi pubblici locali a rilevanza economica dovessero essere organizzati in ambiti territoriali, per essere resi più efficienti e creare le cosiddette economie di scala, e cioè risparmi sui costi.
Cosa che, in questo caso, corrisponde anche ad un risparmio per i cittadini, essendo la TARI calcolata proprio in base al costo totale del ciclo dei rifiuti: più si abbassa la spesa e più si alza la percentuale di raccolta differenziata, meno sono care le bollette.
In ottemperanza a questa legge del 2011, la Regione nel 2016 stabilisce le regole ed il percorso necessari ad implementare un efficace sistema integrato di gestione del servizio rifiuti in regione Campania. E così arriviamo ad oggi (sono passati quasi dieci anni eh, non un evento improvviso!): con l’Ente D’Ambito di Salerno che è chiamato a governare l’ambito di competenza - tutta la nostra provincia - ed il Sub Ambito Distrettuale “Agro settentrionale” (di cui fanno parte Scafati, Angri, Pagani, Corbara e Sant’Egidio) a gestire in maniera convenzionata la parte “operativa”.
I comuni di ogni Sub Ambito Distrettuale (SAD) avrebbero dovuto decidere - in un primo momento all’unanimità, poi anche a maggioranza dei cittadini rappresentati - quale forma di gestione del ciclo dei rifiuti attuare: se tramite società in house, società mista o affidamento tramite libero mercato.
A questo punto succede che il Comune di Scafati, anziché concentrarsi sulla qualità del servizio e la possibilità di abbattere i costi, e cioè lavorare ad una proposta di piano industriale seria e sostenibile, comincia una guerra contro tutto e tutti, immaginando che il ciclo dei rifiuti possa essere gestito in tutto il SAD da una nuova società mista creata dal Comune di Scafati e quello di Angri. Una società che non si capisce quale forma debba e possa assumere, dove trovi i fondi per il necessario capitale d'impresa iniziale(cme si comprano nuovi mezzi, ad esempio?) come eviti che in caso di mancato pagamento regolare di uno dei cinque comuni Scafati vada in bancarotta.
Una società che porta Scafati in conflitto con tutti, comuni limitrofi, enti sovracomunali, Regione. Pure di gestire in maniera diretta.
Parliamo per capirci, di un bacino di utenza di 130mila persone, con un appalto del valore di 300 milioni di euro
E la nostra preoccupazione è che sia proprio la volontà incontenibile di gestire questo appalto a creare tanti appetiti e tanta voluta confusione.
Non a caso il pezzo di maggioranza del Sindaco che più spinge per questa opzione di gestione diretta e più ha spinto per aprire contenziosi ad ogni livello, è lo stesso che ha imposto il ripristino (con una procedura discutibile) del Consiglio di Amministrazione dell’ACSE, e che ha imposto (con una procedura altrettanto discutibile) la nomina di propri riferimenti al suo interno.
Ancora oggi non sappiamo - nonostante più interrogazioni consiliari - chi e come abbia nominato ufficialmente i nomi del Cda Acse e se questi siano incompatibili o meno. Il sindaco non risponde, la macchina amministrativa nemmeno. Così come non sappiamo perché nessun tecnico esterno abbia voluto asseverare - così come previsto dalla legge - la modifica contrattuale tra Acse e comune, né perché siano scomparsi dal bilancio ai 700 mila euro previsti per il potenziamento dello spazzamento. Né, ancora, sappiamo perché ci si ostini a fare assunzioni a tempo determinato, tramite agenzia interinali e per pochi mesi piccole anziché garantire all'asse la dovuta operatività e soprattutto lavoro stabile e dignitose. Quello che sappiamo, però, e che la raccolta differenziata e ferma al 60%, che al 31 dicembre 2023 il comune doveva dall'asse più di un milione di euro, e che comune in soli sei mesi ha ordinato alla classe interventi extracontratto per decine di migliaia di euro.
E come se non bastasse, questa continua conflittualità con chiunque, sindaci delle città limitrofe, oggi EDA, ieri ASL, e poi la Provincia e la Regione, porta la nostra città ad essere sempre più isolata, e quindi più debole, in tutte le filiere istituzionali e decisionali.
Purtroppo chi ci amministra appare più interessato agli appalti e alla gestione, che alla difesa dell’ambiente e della pulizia della città. Ma continueremo a vigilare, senza sosta".
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