“Villa Lanzara non è più il polo culturale per cui era stata pensata”. Con parole nette la capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Maria Rosaria Aliberti, denuncia quello che definisce lo smantellamento progressivo del presidio culturale cittadino e annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente per fare chiarezza sul futuro del Museo Civico, della biblioteca e delle collezioni artistiche. Al centro della polemica, il trasferimento della Biblioteca comunale al primo piano della struttura e una serie di scelte che, secondo l’esponente azzurra, avrebbero svuotato negli anni il progetto originario di Villa Lanzara.
"Villa Lanzara doveva essere il cuore culturale della città. - scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Maria Rosaria Aliberti- Una scelta precisa: collocare lì il Museo Civico, la biblioteca, l’archivio, le collezioni artistiche. Un luogo stabile, aperto, capace di custodire la memoria di Sarno e renderla viva.
Oggi, di quel progetto, resta sempre meno. Non è accaduto all’improvviso. È accaduto nel silenzio.
Nel 2021 Sarno ha perso l’archivio Domenico Rea, trasferito fuori città.
Nel 2022 spazi destinati alla cultura sono stati utilizzati come deposito.
Nel 2023 giornalisti e visitatori hanno trovato le porte chiuse, senza poter accedere alla collezione “Una luce per Sarno”, che avrebbe dovuto rappresentare il cuore del Museo Civico.
Ora arriva un nuovo passaggio.
Con un avviso del 2 febbraio, il Comune comunica la chiusura della Biblioteca Comunale per trasferirla al primo piano di Villa Lanzara.Non è un semplice spostamento. È la conferma che Villa Lanzara non è più il polo culturale per cui era stata pensata. Gli spazi cambiano funzione, il museo scompare dal suo luogo naturale e, con esso, si indebolisce uno dei pochi presìdi culturali della città. Ed è una responsabilità precisa di questa amministrazione, che sta smantellando, senza una visione e senza trasparenza, un presidio culturale costruito negli anni.
Le domande, a questo punto, non sono più rinviabili.
Che fine ha fatto il Museo Civico formalmente istituito?
Dove sarà collocata la collezione “Una luce per Sarno”?
Chi ha assunto queste decisioni e sulla base di quali atti?
Qual è oggi il destino di un patrimonio che appartiene alla città, non a una amministrazione pro tempore?
C’è poi un tema che riguarda direttamente la sicurezza. Una biblioteca significa migliaia di volumi e carichi strutturali rilevanti. Esiste una verifica tecnica? Esiste una relazione strutturale che certifichi l’idoneità dei solai? Esiste qualcuno che si è assunto formalmente questa responsabilità?
Per questo, come gruppo consiliare Forza Italia, abbiamo presentato una interrogazione formale, chiedendo gli atti che dispongono il trasferimento, le verifiche tecniche effettuate, la collocazione delle collezioni e l’inventario dei beni acquistati con fondi pubblici per Villa Lanzara. Perché qui non si tratta di stanze o scaffali. Si tratta della progressiva cancellazione di un progetto culturale che avrebbe dovuto dare a Sarno un luogo stabile di identità, memoria e futuro.
Villa Lanzara appartiene alla città. Non a chi governa oggi, non a chi governerà domani. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo davvero.
Ci auguriamo che, questa volta, le risposte arrivino. Perché troppo spesso le interrogazioni restano senza riscontro per mesi e troppe richieste di accesso agli atti non ricevono risposta, o non la ricevono affatto.
Il silenzio, quando riguarda il patrimonio pubblico, non è mai neutrale.Su Villa Lanzara non possono esserci omissioni né zone d’ombra. Le risposte devono arrivare. E quando arriveranno, saranno rese pubbliche".


