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Spettacolo: “ fattarielle e ‘nciuci”. Così nacque "Caro diario" di Moretti

04 Marzo 2016 Author :  

di Francesco Apicella

Nel 1993 Nanni Moretti girò “Caro diario”, un film composto da 3 episodi, in cui il regista, come suggerisce il titolo, interpreta se stesso. Il film, secondo le intenzioni iniziali del regista, doveva essere un cortometraggio da proiettare al “Nuovo Sacher”, il cinema di sua proprietà , in Trastevere, a Roma.

“Caro diario” racconta Moretti “è nato quasi per caso, era una domenica d’agosto ed io andavo in giro per Roma, con una piccola troupe di 4 persone che, per me, è il numero ideale, per realizzare, appunto, un corto.” Nel mese di agosto Roma  è quasi deserta, una città in vacanza che, lontana dalla solita e caotica routine quotidiana e dal traffico intenso, asfissiante e inquinante, ritrova finalmente se stessa, la sua solennità, la sua magia, le sue voci intime e la limpidezza dei suoi colori. “In città c’era Jennifer Beals, la famosa attrice americana protagonista del film “Flashdance”, che accompagnava suo marito che era a Roma per far vedere un film a un produttore. Io la conoscevo pochissimo e, imbarazzato, le chiesi di fare un’apparizione, un piccolo cameo in quello che, allora, pensavo dovesse essere un cortometraggio da mostrare esclusivamente nel mio cinema. Un film, insomma,iniziato in totale leggerezza, che poteva essere girato tranquillamente, col Super8. Anche la scena girata a Lipari, in cui ballo sulle note del mambo di Silvana Mangano, è nata quasi per caso. Avrei voluto un “musicarello” con Caterina Caselli ma la Titanus, che deteneva i diritti, non me lo concesse e così dovetti ripiegare su “Anna”, il film di Lattuada con la Mangano”. Il film doveva essere di 4 capitoli ma, poi, successivamente furono ridotti a 3. I 3 capitoli non sono omogenei tra loro e il film non lo nasconde, “Anzi” raccontò Moretti dal palcoscenico del teatro Petruzzelli di Bari, in occasione del Bif&st del 1993 “esibisce la sua dismogeneità; sono 3 stili diversi, 3 storie raccontate in modo diverso”. Il critico cinematografico Jean Gili, parlando con lui, gli ricordò che Fellini, in un intervista rilasciata a “Le Monde”nel 1993, lo aveva definito così: “Nanni Moretti è un giovane Savonarola, mi fa piacere che ci sia…e io sono un vecchio Papa corrotto”

“Sono sicurissimo che Fellini non abbia mai visto un mio film” gli rispose Moretti “Non gli interessava vedere i film degli altri. Non era snobismo, proprio non gli interessava. La sua dimensione di spettatore cinematografico era inesistente mentre quella di lettore di libri era enorme. Forse in quell’intervista parlava di me come figura, come personaggio, non certo come regista. Ne sono più che sicuro!”

“Caro diario” ottenne un grande successo di pubblico e di critica; si aggiudicò, numerosi premi cinematografici, fra cui quello per la miglior regia a Cannes, nel 1994, 2 David di Donatello per il miglior film e la migliore colonna sonora a Nicola Piovani, il nastro d’argento per la regia del miglior film, il globo d’oro per il miglior film e 4 ciak d’oro: miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura e miglior manifesto.

 

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