"Rigoletto" di Verdi, il divertente aneddoto al teatro di Latina
di Francesco Apicella
Vi voglio raccontare un divertente aneddoto su una rappresentazione del Rigoletto di Verdi allestita, un paio d’anni fa, al Teatro Comunale “G. D’Annunzio” di Latina. Gilda, la protagonista dell’opera, interpretata, manco a farlo apposta, da una corpulenta soprano, esce di scena al 1° atto per far finta di andare a letto. Indossa la camicia da notte e si mette le calze. Più tardi arriveranno le comparse che dovranno rapirla, prelevandola dalla sua stanza in tenuta da notte. Nell’attesa che arrivino la cantante, per non restare a piedi nudi, si mette un paio di pantofole a forma di porcello. Arrivano i rapitori e la trascinano fuori con i maiali ai piedi. Per fortuna la scena era in penombra e nessuno si accorse di nulla. Nel 3° atto Gilda, per amore, si sacrifica e si fa uccidere al posto del duca di Mantova, che l’ha sedotta e del quale lei è innamorata. La scena è ambientata nella misera abitazione di Sparafucile. Per comodità lo scenografo aveva approntato in scena due mezze pareti laterali che, attraverso la loro interruzione centrale, facevano vedere l’interno. Sulla mezza parete di sinistra c’era la porta attraverso cui passavano i cantanti per entrare ed uscire. Secondo il libretto dell’opera Gilda viene portata fuori scena da Sparafucile, messa in un sacco e trascinata “morente” in scena dentro al sacco. Ma Gilda era troppo grossa e trascinarla nel sacco era un’impresa impossibile. Il cantante ci prova in tutti modi ma non ci riesce. Dal loggione una voce premurosa suggerisce una soluzione “Falla a pezzi che fai prima!!” La scena è accompagnata da una nota tenuta dai violini e di solito non dura più di 15-20 secondi. Dopo circa un minuto in cui i violini continuavano imperterriti a suonare quella monodia, Sparafucile, un omone grande e grosso, come quasi tutti i bassi che interpretano quel ruolo, disperato se la carica su una spalla ed entra in scena barcollando e con la lingua da fuori per lo sforzo immane, non passa per la finta porta ed attraversa faticosamente lo “squarcio” della parete, deponendola immediatamente a terra, esausto. Povero cantante! Sono sicuro che, in futuro, prima di accettare di nuovo quel ruolo, si sarà informato bene sulla stazza della cantante, impegnata nel ruolo di Gilda.
Una volta, alla domanda di uno spettatore curioso “Perché le cantanti d’opera sono molto spesso in carne? C’è, forse, una relazione tra la ciccia e l’ugola?”, un famoso direttore d’orchestra rispose “Credo davvero che vi sia una certa relazione tra la ciccia e la voce, infatti spesso accade che a una struttura corporea imponente corrisponda una voce altrettanto grande. La tecnica lirica, poi, fa dilatare tutta la fascia addominale, facendo aumentare il girovita delle cantanti. Ma le assicuro che nel 99% dei casi, il tutto è dovuto a disfunzioni….da forchetta!!!”


